Arti visive

Paladino, teatro e cinema nelle opere su carta

A Capalbio due serie realizzate tra 2005 e 2018 collegano scena, letteratura e immagini in movimento.

Paladino, teatro e cinema nelle opere su carta

Da mercoledì 16 settembre 2026 l’associazione culturale Il Frantoio presenta la mostra Mimmo Paladino. Drammaturghi / Storyboard, curata da Davide Sarchioni. L’esposizione sarà allestita a Capalbio, in collaborazione con la Fondazione Capalbio e con il patrocinio del Comune, nell’ambito della quinta edizione del Capalbio Film Festival.

Il progetto riunisce una selezione di opere su carta realizzate tra il 2005 e il 2018. I lavori appartengono a due nuclei distinti, I Drammaturghi e Storyboard, e documentano il rapporto dell’artista con il teatro, la letteratura e il cinema. Paladino, nato a Paduli nel 1948, è tra i protagonisti della Transavanguardia italiana. La sua ricerca si è sviluppata tra pittura, scultura e disegno, aprendosi anche all’architettura, alla scenografia e alla produzione cinematografica.

Il disegno tra teatro e letteratura

La serie I Drammaturghi comprende sedici opere dedicate ad altrettante figure della storia del teatro e della cultura europea. Tra gli autori rappresentati figurano Antonin Artaud, Samuel Beckett, Bertolt Brecht, Eschilo, Carlo Goldoni, Eugène Ionesco, Molière, Luigi Pirandello, William Shakespeare, August Strindberg, Henrik Ibsen, Sarah Kane, Carmelo Bene, Vladimir Majakovskij, Tadeusz Kantor e Dario Fo.

Il primo gruppo di lavori risale al 2005, mentre nel 2018 la serie è stata ampliata in occasione della mostra-installazione Paladino al Teatro Valle. I protagonisti non sono restituiti attraverso una precisa somiglianza fisionomica: volti e maschere emergono da segni, campiture di colore e frammenti. Il riferimento ai drammaturghi diventa così una riflessione sull’identità, sulla condizione umana e sulla capacità di rappresentarsi e trasformarsi.

Il legame con il teatro accompagna da tempo il percorso di Paladino, che negli anni ha collaborato con registi, attori e compagnie per scenografie e interventi destinati alla scena. Tra queste esperienze rientra anche l’origine della Montagna di sale. Nella sua ricerca, tuttavia, il teatro non determina un linguaggio autonomo, ma entra in relazione con il mito, la letteratura e la storia dell’arte come repertorio di figure e possibilità narrative.

Le sequenze dello Storyboard

La seconda sezione comprende otto carte della serie Storyboard, legata alla dimensione cinematografica dell’artista. I lavori restituiscono appunti, intuizioni e possibili sequenze, mostrando il momento in cui l’immagine prende forma attraverso una successione di segni e figure.

Il rapporto con il cinema si è sviluppato anche attraverso Quijote, lungometraggio realizzato nel 2006 a partire dal romanzo di Cervantes, e La Divina Cometa, del 2022, liberamente ispirato all’universo dantesco. Il dialogo tra le due serie esposte mette in relazione parola, immagine, scena e movimento, sottolineando il ruolo del disegno come spazio di elaborazione dell’immaginario.

In occasione dell’inaugurazione è prevista anche la proiezione di Quijote, interpretato tra gli altri da Peppe Servillo e Lucio Dalla. Il film sarà proposto il 16 settembre al Nuovo Cinema Tirreno di Borgo Carige. La mostra resterà aperta fino al 18 ottobre: dal 17 al 20 settembre dalle 10 alle 12 e dalle 19 alle 22; successivamente il venerdì, sabato e domenica dalle 19 alle 22. Dal lunedì al giovedì sarà visitabile su appuntamento, mentre il martedì resterà chiusa.