Tutela minorile

A Grosseto un incontro sugli orfani di femminicidio

Sanità, servizi sociali e territorio lavorano insieme per affrontare le conseguenze della violenza nelle famiglie.

A Grosseto un incontro sugli orfani di femminicidio

Grosseto ospiterà un incontro dedicato ai bambini e agli adolescenti rimasti orfani a causa di femminicidi e crimini domestici, oltre che alle loro famiglie affidatarie, spesso rappresentate dai nonni. L’appuntamento è promosso nell’ambito del Progetto Airone, iniziativa rivolta al sostegno dei minori e dei nuclei familiari chiamati ad affrontare le conseguenze della violenza domestica.

Il sostegno ai minori

Il progetto, intitolato Voglio tornare ad essere felice, è promosso dall’associazione no-profit Il Giardino segreto ed è stato selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile. L’obiettivo è offrire strumenti di supporto a chi, in età infantile o adolescenziale, ha perso uno o entrambi i genitori in seguito a episodi di violenza estrema maturati all’interno della famiglia.

L’iniziativa coinvolge una rete di partner istituzionali, universitari e del terzo settore. Tra questi figura la Asl Toscana sud est, che ha organizzato per lunedì 21 settembre, dalle 9.30 alle 13, l’incontro dal titolo Orfani di femminicidio. Il Progetto Airone: conoscere per prevenire la violenza contro le donne. L’iniziativa è aperta alla cittadinanza e si svolgerà all’ospedale Misericordia di Grosseto.

Prevenzione e lavoro di rete

Nel corso della mattinata è prevista una tavola rotonda con la partecipazione di esperti e rappresentanti delle istituzioni. Al centro del confronto ci saranno l’impatto della violenza domestica sui minori e la necessità di costruire percorsi di intervento tempestivi e coordinati tra sanità, servizi sociali e territorio.

Alle 12 sarà inoltre presentata la campagna di prevenzione Una relazione è un luogo di libertà, pensata per contrastare la violenza domestica e tutelare le donne, i bambini e le bambine che vivono o assistono a episodi di maltrattamento in famiglia.

Claudio Pagliara, direttore di Codice rosa e Salute e medicina di genere della Asl Toscana sud est, ha sottolineato che l’incontro punta a sensibilizzare la cittadinanza sull’impatto della violenza domestica sui minori e sull’importanza di un’azione condivisa. Secondo Pagliara, il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti è necessario per garantire una protezione sociale adeguata e per far conoscere i percorsi di sostegno destinati a bambini, adolescenti e famiglie affidatarie.