Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta in Consiglio comunale, contesta l’ipotesi di riorganizzazione dei servizi della Polizia locale di Grosseto. Al centro della polemica c’è l’informativa presentata alla Giunta dall’assessore alla sicurezza Riccardo Megale, che prevede di destinare principalmente ai servizi ordinari in uniforme gli agenti del Nos, il Nucleo operativo sicurezza, oggi impegnati anche in attività in borghese.
Secondo De Martis, non si tratterebbe di un rafforzamento dell’organico, perché gli agenti resterebbero gli stessi e verrebbero semplicemente spostati da una modalità operativa all’altra. Il consigliere sostiene inoltre che la scelta ridurrebbe il peso di alcune attività specialistiche svolte dal Nos, tra cui il contrasto allo spaccio, la polizia giudiziaria e i controlli ambientali ed edilizi. L’informativa, osserva, riconoscerebbe l’efficacia del lavoro svolto in borghese per poi indicare come prioritario il temporaneo riorientamento delle risorse verso i servizi visibili.
I dubbi sulla durata della riorganizzazione
La principale critica riguarda l’assenza, nell’atto, di indicazioni precise sulle ragioni e sulla durata della modifica. De Martis chiede quale sia il fatto nuovo alla base della decisione, fino a quando dovrebbe durare il provvedimento e quali risultati ne determinerebbero la conclusione. A suo giudizio, fenomeni come spaccio, microcriminalità e degrado non possono essere affrontati come emergenze temporanee, perché richiedono una programmazione stabile.
Nel comunicato, il capogruppo richiama anche alcune ordinanze adottate negli ultimi anni, a partire da quella anti-alcol del 2022 nella zona di via Roma, fino ai provvedimenti successivi, compreso quello del dicembre 2025 e un’ulteriore misura entrata in vigore poche settimane fa, entrambi della durata di trenta giorni. Per De Martis, la ripetizione di interventi a termine dimostrerebbe l’assenza di una strategia complessiva. Il riferimento è anche al peggioramento di Grosseto nelle classifiche nazionali sulla sicurezza.
L’interrogazione del 30 settembre
De Martis mette in discussione anche il coinvolgimento della Giunta, dal momento che, secondo quanto dichiarato da Megale, sarebbe il comandante a stabilire concretamente l’impiego degli agenti. Il consigliere chiede quindi quale decisione politica dovesse assumere l’organo collegiale su modalità operative normalmente riconducibili alla gestione del Corpo.
Un altro punto riguarda i tavoli in Prefettura e l’ipotesi che una maggiore presenza della Polizia locale in uniforme possa consentire al Comune di chiedere un impegno analogo a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. De Martis domanda se esista un’intesa o un confronto già avviato con la Prefettura a sostegno di questa impostazione. L’interrogazione sarà discussa nel Consiglio comunale del 30 settembre e chiederà di conoscere le criticità alla base della riorganizzazione, i servizi in borghese destinati a essere ridotti, la durata della misura, i dati utilizzati e il numero di servizi visibili aggiuntivi previsti. La posizione di Grosseto Città Aperta, conclude il consigliere, non contrappone gli agenti in divisa a quelli in borghese, ma chiede di chiarire quale sia la strategia dell’amministrazione dopo dieci anni di politiche dedicate alla sicurezza.