La gestione della Polizia Municipale e del gruppo Nos è al centro di un confronto politico a Grosseto. A intervenire è il Partito democratico, che attraverso Luca Bernazzani, responsabile Sicurezza Urbana del partito, esprime perplessità sulle modalità operative indicate dall’amministrazione comunale guidata dalla Giunta Vivarelli Colonna.
Il richiamo al regolamento
La contestazione riguarda innanzitutto il metodo e il rispetto delle competenze. Il Pd richiama l’articolo 46, comma 5, del regolamento della Polizia Municipale, secondo cui spetta al comandante stabilire l’impiego del personale in borghese o in divisa, nel rispetto delle disposizioni regionali e nazionali.
Secondo Bernazzani, non sarebbe quindi chiara la necessità di una decisione politica su un ambito già disciplinato dal regolamento e che, sostiene il rappresentante dem, negli anni è stato gestito nell’autonomia del comandante. Il punto sollevato dall’opposizione è che la responsabilità dell’organizzazione del personale debba rimanere in capo alla figura prevista dalle norme, senza essere condizionata dalle esigenze comunicative dell’amministrazione.
Il ruolo del gruppo Nos
Nel mirino del Partito democratico finisce anche il modello organizzativo del Nos, considerato dai dem un presidio rilevante per la città. Bernazzani sostiene che il gruppo abbia svolto attività di prevenzione e contrasto all’illegalità, ottenendo quelli che definisce risultati concreti.
Per il responsabile Sicurezza Urbana, mettere in discussione l’impostazione del gruppo senza un’analisi approfondita potrebbe indebolire un’esperienza ritenuta utile. La richiesta dell’opposizione è dunque di valutare eventuali cambiamenti sulla base di elementi concreti e di un confronto con le responsabilità operative già previste.
Nel suo intervento, Bernazzani critica infine l’approccio della Giunta sul tema della sicurezza. Il rappresentante del Pd sostiene che siano necessari meno proclami e più risultati e considera anche il ricorso all’esercito una misura non risolutiva sul piano strutturale. La sicurezza, afferma, richiede competenza, continuità e rispetto dei ruoli istituzionali, non iniziative orientate alla propaganda.