La Cisl di Grosseto interviene dopo la Conferenza dei sindaci dedicata ai problemi dell’organizzazione sanitaria, alla quale ha partecipato l’assessora regionale alla Sanità Monia Monni. Al centro della presa di posizione ci sono sia i contenuti della possibile riorganizzazione della rete chirurgica sia le modalità con cui è stato convocato l’incontro tra la Regione e i rappresentanti dei Comuni.
Il sindacato precisa di non essere contrario in linea di principio a una revisione della rete, se finalizzata a migliorare la qualità, la sicurezza e l’appropriatezza delle cure. Restano però, secondo la Cisl, forti perplessità e mancano rassicurazioni su alcuni aspetti considerati fondamentali. Tra questi figura la gestione delle emergenze chirurgiche a Massa Marittima, che per l’organizzazione sindacale dovrebbe rimanere attiva 24 ore su 24.
La contestazione sul metodo
La principale critica riguarda l’esclusione delle organizzazioni sindacali dalla Conferenza dei sindaci. Simone Gobbi, segretario generale della Cisl Grosseto, sottolinea che il sindacato, insieme a Cgil e Uil, ha avuto comunque la possibilità di confrontarsi direttamente con l’assessora Monni, ma giudica difficile da comprendere la scelta di non coinvolgere formalmente le sigle nell’incontro.
La Cisl richiama quanto avvenuto nella precedente Conferenza, quando le organizzazioni sindacali erano state convocate e avevano partecipato alla condivisione di un documento comune. Secondo Gobbi, prima ai sindacati viene chiesto di portare il proprio contributo e successivamente, nel momento in cui quel documento viene discusso con la Regione, gli stessi rappresentanti vengono lasciati fuori. Per il segretario non si tratta di una questione di protagonismo, ma di rispetto e coerenza nel rapporto istituzionale.
I numeri della chirurgia
Sul piano dei dati, Simona Piccini, segretaria generale della Cisl Funzione Pubblica di Grosseto, ricorda l’attività svolta nel 2025 dalla Chirurgia generale dell’ospedale Sant’Andrea. Nel corso dell’anno sono stati eseguiti 67 interventi in urgenza e 1.137 interventi programmati di bassa e media complessità.
Per la Cisl, questi numeri devono essere valutati considerando la tipologia dei casi trattati e i tempi necessari per eventuali trasferimenti. La discussione sul futuro della chirurgia d’urgenza a Massa Marittima resta quindi aperta. Il sindacato attende che vengano chiariti quali interventi saranno gestiti nei presidi territoriali e quali saranno invece indirizzati altrove, insieme alle garanzie operative per la presa in carico delle emergenze.