Il futuro della Rsa San Giovanni di Scansano torna al centro del dibattito locale. Il rischio di una chiusura, ipotesi circolata già dal 2020 e allora smentita dalla gestione dell’Asl, potrebbe concretizzarsi secondo quanto riferito dal Pci provinciale di Grosseto, sulla base delle dichiarazioni della sindaca Maria Bice Ginesi e degli atti della Giunta del Coeso Società della Salute.
A sollevare pubblicamente la questione è Daniele Gasperi, della segreteria provinciale del Pci, che in un comunicato esprime preoccupazione per le possibili conseguenze della decisione. La struttura, secondo quanto riportato nella nota, garantisce assistenza agli anziani e rappresenta anche un presidio occupazionale ed economico per la comunità di Scansano. Attualmente ospita 25 persone, mentre fino al 2022 gli ospiti erano 36.
Edificio da adeguare
All’origine della discussione ci sono le condizioni dell’immobile che ospita la residenza, situato nel centro del paese. Il fabbricato necessita di interventi per la sicurezza antincendio e sismica e richiede una valutazione sul futuro degli spazi. Le alternative indicate sono la ristrutturazione degli ambienti esistenti oppure la realizzazione di una nuova struttura. Il Pci contesta però il ritardo nelle decisioni e ricorda le sollecitazioni rivolte negli anni agli enti competenti.
Secondo il partito, la questione dovrebbe essere affrontata con un progetto definito e coerente con le esigenze degli ospiti e dei residenti. Tra le priorità viene indicata anche la salvaguardia dei posti di lavoro legati alla Rsa, considerata una garanzia da inserire nel percorso sul futuro della struttura.
Il confronto istituzionale
Il Pci condivide inoltre le preoccupazioni espresse dalla sindaca Ginesi e il suo voto contrario al bilancio consuntivo e al documento allegato. La prima cittadina ha chiesto chiarezza e un confronto attraverso un Consiglio comunale aperto, con la partecipazione dell’Asl Toscana Sud Est e del Coeso Società della Salute.
Il confronto dovrebbe riguardare non soltanto la residenza per anziani, ma anche gli altri servizi presenti nell’edificio. All’interno del San Giovanni si trovano infatti ambulatori e servizi del distretto, che secondo il Pci potrebbero essere ridimensionati in caso di chiusura o di riorganizzazione della struttura. Il partito interpreta la vicenda come un ulteriore segnale di riduzione e accentramento dei servizi socio-sanitari territoriali e chiede che venga definito il percorso per assicurare continuità assistenziale e occupazionale.