Casa pubblica

Grosseto, Peep via de Barberi: De Martis chiede più garanzie

Il progetto prevede 40 alloggi nell’area del Pizzetti, ma restano aperti i nodi dei collegamenti e del sostegno alle fragilità

Grosseto, Peep via de Barberi: De Martis chiede più garanzie

La maggioranza in Consiglio comunale ha fatto mancare il numero legale durante la seduta di mercoledì, facendo saltare sia alcune mozioni delle opposizioni sia atti della propria Giunta. Tra quelli rinviati figura la delibera sulla variante del Peep di via de Barberi, che prevede lo spostamento delle volumetrie di due lotti nell’area del Pizzetti, tra via Edgardo Sogno e via Scotti. A intervenire è Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta, secondo cui il rinvio offre alcune settimane aggiuntive per discutere il progetto.

La proposta riguarda circa 40 appartamenti di edilizia residenziale convenzionata, con una previsione di 131 nuovi abitanti. L’area individuata è oggi libera e a verde; negli strumenti urbanistici è destinata alla realizzazione di un impianto sportivo. In Commissione, ricostruisce De Martis, è stato spiegato che quella previsione non è mai stata attuata e che per questo il terreno potrebbe essere destinato a una funzione diversa. Il capogruppo contesta però la scelta, sostenendo che l’inattuazione di una previsione comunale non dovrebbe diventare la motivazione per edificare una superficie oggi libera.

Il nodo della viabilità

De Martis sostiene inoltre che l’area di via Sogno non sia imposta dal Pinqua, il Piano nazionale per la qualità dell’abitare varato nel 2020, attraverso il quale sono state assegnate le risorse per l’intervento di via de Barberi. In base a quanto emerso in Commissione, il finanziamento non verrebbe perso se i quaranta alloggi non fossero realizzati in quel punto o non fossero costruiti affatto. La delocalizzazione sarebbe quindi una scelta dell’amministrazione, senza che negli atti esaminati dal Consiglio risulti, secondo l’esponente dell’opposizione, un confronto approfondito con altre aree comunali o con spazi già compromessi da riqualificare.

Lo spostamento ridurrebbe il carico previsto su via de Barberi, dove nei tre lotti comunali ancora disponibili sono indicati circa 76 appartamenti e 245 abitanti, ai quali si aggiungerebbero gli insediamenti dei sei lotti privati. La strada è già interessata dalla presenza di abitazioni, attività commerciali e della Cittadella dello studente. Per De Martis, tuttavia, alleggerire il numero dei residenti non risolve il problema principale, quello della viabilità. Nel febbraio 2024 Comune e Provincia hanno sottoscritto un accordo per una bretella tra via de Barberi e l’Aurelia Sud: l’ente provinciale metterebbe a disposizione i terreni, mentre progettazione, finanziamento e realizzazione spetterebbero al Comune. Dopo oltre due anni, sostiene il capogruppo, non è ancora stato approvato il progetto di fattibilità e non sono stati indicati tempi, risorse né un percorso definito.

La domanda di alloggi Erp

Nel comunicato, De Martis amplia il confronto alle politiche abitative. L’edilizia convenzionata, osserva, può sostenere i nuclei con redditi non più compatibili con gli affitti, i mutui e i prezzi delle abitazioni, ma non può sostituire quella popolare, destinata alle persone escluse dal mercato. Tra le situazioni di maggiore fragilità vengono citate persone sole, anziani, famiglie monoreddito, lavoratori poveri e nuclei che possono precipitare nell’emergenza dopo uno sfratto, una separazione o la perdita del lavoro.

Secondo i dati citati del Sunia, l’ultimo bando per l’edilizia residenziale pubblica a Grosseto ha raccolto oltre 700 domande. Nel biennio 2025-2026 gli alloggi assegnati sarebbero circa cinquanta, quasi tutti nel 2025. De Martis richiama anche gli interventi di edilizia pubblica in via Sforzesca, alle Stiacciole, gli alloggi recuperati da Epg e i venti appartamenti di via Saffi, definendoli importanti ma ancora insufficienti rispetto alla domanda.

Il capogruppo ricorda infine che nel 2021 il Pinqua consentiva al Comune di presentare fino a tre proposte, ciascuna finanziabile fino a 15 milioni di euro. Grosseto ne presentò una sola. Nel confronto citato da De Martis, Pisa avrebbe ottenuto 30 milioni con due proposte, mentre Livorno ne avrebbe ottenuti 28 presentandone altrettante. L’opposizione sostiene quindi che il piano avrebbe potuto essere utilizzato anche per aumentare l’offerta di edilizia popolare. La richiesta è di adottare una politica abitativa capace di rispondere sia alle famiglie in difficoltà nel sostenere i costi del mercato sia a quelle che non riescono più ad accedervi.