Il fiume Ombrone resta un sorvegliato speciale per la città di Grosseto. La Regione Toscana ha finanziato con 6 milioni di euro un intervento di consolidamento dell’argine in destra idraulica, nei tratti compresi tra via De’ Barberi e la strada provinciale 154 e tra la stessa provinciale e la linea ferroviaria Grosseto-Roma. L’obiettivo è aumentare la resistenza della struttura e mantenere più elevato il livello di protezione del territorio in caso di piena.
Il ricordo dell’alluvione del 1966
Il provvedimento richiama anche la storia del rapporto tra il fiume e la città. Il 4 novembre 1966, l’Ombrone ruppe gli argini in più punti durante una piena catastrofica. L’acqua e il fango invasero prima via Dei Barberi e poi altre zone di Grosseto. Le falle si verificarono nelle aree del Berrettino, della Grancia e del Motel Agip. In quelle ore, dagli altoparlanti montati sull’auto di Omero Pucci arrivò l’avvertimento rivolto ai cittadini: salire ai piani più alti.
Da allora il sistema di difesa è stato rafforzato, ma le arginature, realizzate in terra, richiedono interventi periodici per conservarne la stabilità. Il documento operativo Difesa del suolo 2026, secondo stralcio, approvato con una delibera della Giunta regionale, prevede quindi lavori di impermeabilizzazione e di regolarizzazione della pendenza interna dell’argine. Il finanziamento complessivo ammonta a 6 milioni di euro: 20mila euro sono previsti nel 2026, 2,6 milioni nel 2027 e 3,38 milioni nel 2028.
Due tratti per oltre 1,8 chilometri
Il progetto interesserà complessivamente 1.823,19 metri. Il primo tratto, lungo 798,19 metri, partirà da via De’ Barberi in direzione della foce; il secondo, di 1.025 metri, sarà compreso tra la strada provinciale 154 e la ferrovia Roma-Grosseto. Le opere saranno articolate in cinque fasi: sfalcio e rimozione dello strato superficiale, regolarizzazione delle superfici, posa di materassi tipo Reno, realizzazione di scavi per i gabbioni metallici alla base e alla sommità, installazione di un geotessile non tessuto e stesura di un manto erboso. Il bando di gara dovrebbe essere pubblicato a breve.
La relazione generale redatta dallo Studio Martini Associati indica che le attuali arginature in destra idraulica sono adeguate a gestire portate con un tempo di ritorno di 200 anni, con un margine di sicurezza superiore ai 50 centimetri rispetto al livello dell’acqua. Dopo l’alluvione furono realizzati dal Genio civile diversi interventi, tra cui il rialzo e il ringrosso dell’argine, portato a quota 16,30 metri. Il nuovo finanziamento punta a rendere ancora più resistente il sistema nei punti che furono interessati dall’evento del 1966.