Il contrasto allo sfruttamento nei campi tra le province di Grosseto e Siena ha prodotto, durante l’estate, inchieste, sospensioni delle attività, sanzioni e arresti. A tracciare un primo bilancio sono Andrea Biagianti, segretario della Flai Cgil Siena, e Paolo Rossi, alla guida della Flai Cgil Grosseto, a pochi mesi dalla firma del Protocollo Codice Etico Agricoltura, sottoscritto a luglio dai prefetti dei due territori.
Le verifiche nei territori
Ad agosto, in Val di Merse, i Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno scoperto un grave caso di caporalato. Tre gestori sono stati indagati e il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’amministrazione giudiziaria, con l’obiettivo di garantire la legalità e la continuità dell’attività d’impresa.
A settembre, gli ispettori del Lavoro di Grosseto e Siena hanno verificato 17 posizioni, individuando 13 lavoratori in nero. Quattro attività sono state sospese e sono state contestate sanzioni per circa 60 mila euro. Nel Grossetano, inoltre, l’operazione Border line, condotta da Guardia di Finanza e Carabinieri, ha portato in carcere un imprenditore e la moglie. Per la coppia l’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso presunte assunzioni fittizie collegate al decreto flussi.
La richiesta di prevenzione
Le verifiche sono proseguite a ottobre nei territori di Sinalunga, Montalcino, Sovicille, San Gimignano e Colle di Val d’Elsa. In questo caso sono state riscontrate irregolarità in quattro aziende sulle nove controllate. Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere sei lavoratori in nero su 47, con multe complessive pari a 34 mila euro.
Per Biagianti e Rossi i risultati confermano l’importanza dei controlli, ma la repressione, da sola, non sarebbe sufficiente. I due sindacalisti chiedono la piena applicazione del Protocollo e sollecitano istituzioni e associazioni datoriali a promuovere l’utilizzo dei modelli di autodichiarazione per verificare gli appalti.
Tra le richieste figura anche l’istituzione della white list, destinata a censire le aziende senza terra. L’auspicio della Flai Cgil riguarda infine la proposta di legge della Regione Toscana sul tema: secondo i rappresentanti sindacali, se approvata, la Toscana sarebbe la prima regione italiana a dotarsi di una norma di questo tipo.