Controlli ecologici

Rifiuti pericolosi, sequestrata un’area a Grosseto

Amianto, pneumatici, veicoli dismessi e apparecchiature contenenti clorofluorocarburi erano distribuiti su terreni di una società grossetana.

Rifiuti pericolosi, sequestrata un’area a Grosseto

Un’area di via Zircone, a Grosseto, è stata sottoposta a sequestro penale dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, con il supporto dei militari della Compagnia di Grosseto. L’intervento è scattato nell’ambito di servizi mirati alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Il sopralluogo ha permesso di accertare la presenza di un massiccio abbandono incontrollato di rifiuti accumulati nel tempo. Il terreno, risultato di libero accesso e privo di recinzioni, conteneva materiali di diversa natura, compresi rifiuti classificati come pericolosi.

I materiali trovati

Tra i materiali individuati figurano veicoli fuori uso, componenti e materiali da costruzione contenenti amianto, apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso con clorofluorocarburi, oltre a contenitori e imballaggi metallici con sostanze o residui pericolosi. Sono stati inoltre rinvenuti pneumatici fuori uso, rifiuti misti provenienti da attività di costruzione e demolizione, plastica, vetro e legno.

Gli accertamenti successivi hanno consentito di stabilire che le particelle interessate dagli sversamenti sono di proprietà di una società con sede a Grosseto. La notevole quantità e l’eterogeneità dei materiali, insieme alla presenza di rifiuti pericolosi, hanno portato all’adozione della misura cautelare.

Indagini della Procura

Il sequestro è stato disposto per impedire l’accesso al sito, preservare le fonti di prova e prevenire nuovi abbandoni che avrebbero potuto aggravare il danno ambientale. L’area è stata affidata in custodia giudiziale e la vicenda è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Grosseto.

Nei confronti di soggetti ancora da identificare sono state ipotizzate violazioni della normativa prevista dal Testo unico ambientale. Le contestazioni riguardano l’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi, per il quale è prevista un’ammenda compresa tra 1.500 e 18.000 euro, e di rifiuti pericolosi, fattispecie per la quale il testo richiama la pena della reclusione da uno a cinque anni.