Storia antica

A Massa Marittima il Paleolitico di Vado all’Arancio

Fabio Martini presenta reperti, sepolture e incisioni nella biblioteca comunale alle 16.30

A Massa Marittima il Paleolitico di Vado all’Arancio

Giovedì 22 ottobre alle 16.30, la biblioteca comunale Gaetano Badii di Massa Marittima ospiterà una conferenza dedicata al sito preistorico di Vado all’Arancio. L’incontro, dal titolo Il riparo di Vado all’Arancio tra arte, sepolture e vita quotidiana nel Paleolitico della Toscana, rientra nel ciclo di appuntamenti Archeoincontri. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione.

Relatore sarà Fabio Martini, docente di Paletnologia all’Università di Firenze e direttore del Museo e Istituto fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi. Lo studioso si occupa di Preistoria e delle culture del Paleolitico e del Mesolitico, con particolare attenzione agli strumenti in pietra e alle manifestazioni artistiche dei gruppi di cacciatori-raccoglitori.

Le testimonianze del sito

Al centro dell’appuntamento ci sarà il sito di Vado all’Arancio, situato nei pressi di Cura Nuova, nel territorio comunale di Massa Marittima. I reperti documentano la presenza umana nella fase finale del Paleolitico e comprendono due sepolture, strumenti litici e manufatti decorati.

Tra i ritrovamenti più rilevanti figura una piccola placchetta di calcare incisa con il profilo di un uomo barbuto, considerata una delle testimonianze più significative dell’arte paleolitica in Toscana. Dal sito provengono inoltre reperti ossei incisi con figure animali, elementi che restituiscono la varietà delle espressioni artistiche delle comunità preistoriche.

Le campagne di ricerca

Le prime indagini archeologiche furono condotte da Francesca Minellono, per conto di Paolo Graziosi, tra il 1969 e il 1973. In seguito, l’area è stata interessata da nuove campagne di scavo e da ricerche sistematiche svolte in collaborazione tra l’Università di Siena, l’Università di Firenze e il Museo e Istituto fiorentino di Preistoria.

Martini ha curato il volume scientifico dedicato allo studio complessivo del sito. Il lavoro raccoglie i risultati delle ricerche, analizza i materiali rinvenuti e ricostruisce la storia delle indagini, integrando le conoscenze emerse dalle campagne più recenti. L’analisi mette in relazione le testimonianze artistiche e funerarie con gli strumenti, l’ambiente e le abitudini delle comunità che frequentarono l’area.

Claudia Mori, direttrice della biblioteca comunale e dei Musei di Massa Marittima, ha sottolineato il valore dello studio per la conoscenza di una testimonianza di arte paleolitica presente nel territorio. Il profilo dell’uomo barbuto e le incisioni su osso offrono infatti nuovi elementi per comprendere le capacità espressive e la vita delle comunità che abitarono queste terre migliaia di anni fa.