Un nuovo progetto per la produzione di energia solare riapre il confronto sul futuro agricolo e paesaggistico della Maremma. L’iniziativa, denominata Laurus e promossa dalla società Auriga Srl, riguarda la realizzazione di un impianto agrivoltaico nell’area delle Strillaie, tra Grosseto e Marina di Grosseto.
L’intervento prevede una potenza di 40,74 megawatt di picco e interessa una superficie di 62,44 ettari, equivalente a circa 90 campi da calcio. Nel progetto sono indicati 59.046 moduli fotovoltaici, otto cabine di trasformazione, due cabine utente e un cavidotto interrato lungo 6,3 chilometri. È inoltre prevista una recinzione perimetrale alta due metri, con uno sviluppo complessivo di circa 28 chilometri.
Le osservazioni annunciate
A sollevare dubbi sull’intervento è l’associazione ambientalista Sentinella della Maremma, che ha annunciato la presentazione di nuove osservazioni alla Regione Toscana. Le contestazioni riguardano le dimensioni dell’impianto, la possibile trasformazione di un’area rurale in un esteso polo energetico e il rapporto tra produzione elettrica e attività agricola.
Secondo l’associazione, il progetto Laurus presenta diverse analogie con Drea, l’iniziativa prevista a Sticciano. Entrambi i progetti fanno riferimento a società riconducibili a Volt Energia Srl: Auriga, infatti, risulta interamente controllata da quest’ultima. Anche le dimensioni e la potenza sono simili: Drea occuperebbe 63,47 ettari e avrebbe una potenza di 43,74 megawatt di picco.
Il nodo della coltivazione
Il punto centrale del confronto riguarda la possibilità di mantenere una reale attività agricola sotto e tra i pannelli. La caratteristica dell’agrivoltaico consiste infatti nella coesistenza, secondo modalità compatibili con il progetto, tra produzione di energia e coltivazione dei terreni.
Sentinella della Maremma sostiene che nella documentazione esaminata non emergano garanzie sufficienti sull’effettiva conduzione agricola delle aree, né indicazioni concrete sui soggetti incaricati, sui mezzi da utilizzare e sugli eventuali accordi. L’associazione contesta inoltre l’assenza di elementi ritenuti adeguati a dimostrare la sostenibilità economica dell’iniziativa.
Le osservazioni dovranno essere confrontate con le caratteristiche specifiche del progetto e con le verifiche previste dall’iter autorizzativo. Sarà quindi il procedimento regionale a valutare gli aspetti energetici, agricoli e paesaggistici dell’impianto proposto alle Strillaie.