Avifauna maremmana

Le gru tornano nella palude della Trappola

Primi stormi arrivati: il picco è atteso tra dicembre e gennaio, con fino a 700 esemplari.

Le gru tornano nella palude della Trappola

Nella palude della Trappola, all’interno del Parco regionale della Maremma, sono tornati i primi gruppi di gru. Gli uccelli migratori raggiungono la costa grossetana dalle pianure dell’Europa settentrionale e orientale per trascorrere la stagione fredda. Il numero maggiore di presenze è atteso tra dicembre e gennaio, quando nell’area possono concentrarsi fino a 700 esemplari.

Il dormitorio nella palude

Dopo la nidificazione, ha spiegato il presidente del Parco Simone Rusci, le gru si dirigono verso i quartieri di svernamento dell’Africa settentrionale e del bacino del Mediterraneo. Alcuni stormi attraversano la penisola per proseguire verso sud, mentre altri si fermano in Maremma fino a febbraio, prima di riprendere il viaggio verso nord.

Durante il giorno gli animali si alimentano nelle aree agricole della pianura grossetana. All’imbrunire raggiungono la palude, che svolge una funzione di dormitorio, e vi trascorrono la notte. Gli stormi sono riconoscibili per la caratteristica formazione a V e per il richiamo potente, udibile anche nelle ore notturne.

Conservazione e monitoraggio

Il ritorno della specie è collegato anche alle politiche di tutela. L’ornitologo e consigliere del Parco Francesco Pezzo ha ricordato che in passato la gru, un tempo molto abbondante, era diventata rara in Italia anche a causa dell’intensa attività venatoria. Le misure di conservazione, le tutele internazionali e la protezione delle aree umide hanno contribuito alla crescita della popolazione.

In Maremma le gru frequentano anche la Diaccia Botrona, le zone di Orbetello e la parte meridionale del lago di Burano, formando una rete di aree utili a una specie sensibile alla presenza umana. La palude della Trappola resta tuttavia esposta ai cambiamenti ambientali: l’erosione costiera sta riducendo la spiaggia e favorendo l’ingresso di acqua salata, con effetti ancora da valutare.

La popolazione viene controllata ogni anno nell’ambito dell’International Waterbird Census. Nel Parco sono otto le aree di rilevamento, dove osservatori specializzati effettuano censimenti diurni e notturni. Tra novembre e gennaio l’ente invita visitatori e birdwatcher a evitare rumori e comportamenti invasivi, così da osservare gli animali senza alterarne le abitudini.