Un intervento da 70 milioni di euro è stato varato dal Consiglio dei ministri per ridurre l’impatto dell’aumento dei costi energetici sulle imprese agricole e sul comparto della pesca. La misura interessa il territorio di Grosseto e, più in generale, l’intera Toscana, dove il rincaro del gasolio ha aumentato le spese di produzione e di navigazione.
Le risorse per agricoltura e pesca
Nel dettaglio, il provvedimento prevede 60 milioni di euro destinati alle aziende agricole e altri 10 milioni per il settore della pesca, attraverso un fondo di riserva. Il sostegno consiste in un contributo a fondo perduto pari al 10% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante.
La procedura di erogazione è stata pensata in forma semplificata, con l’obiettivo di consentire alle attività interessate di ottenere liquidità in tempi rapidi. L’intervento punta così a contenere una delle principali voci di costo che stanno incidendo sui bilanci delle aziende agricole e delle imprese della marineria.
Le difficoltà del territorio maremmano
Per il territorio maremmano, il provvedimento arriva in una fase di forte pressione economica. Le imprese agricole devono fare i conti con l’aumento del gasolio necessario alle attività produttive, mentre lungo la costa i pescatori sostengono costi di navigazione sempre più elevati. La situazione riguarda anche Porto Ercole, indicato tra i centri costieri coinvolti dalle difficoltà del comparto.
Con consumi elevati e margini ridotti, il fermo pesca di ottobre ha rappresentato per i pescatori del Mar Tirreno un sollievo temporaneo e paradossale rispetto a spese diventate difficili da sostenere. La sospensione dell’attività ha infatti ridotto i consumi, ma ha evidenziato ulteriormente la fragilità economica delle imprese.
Secondo Coldiretti Toscana, sostenere la tenuta economica dell’agricoltura e della pesca è essenziale per tutelare il reddito dei lavoratori e limitare il rischio di ulteriori rincari o di una riduzione delle scorte destinate alle famiglie italiane. L’organizzazione collega inoltre la misura alla necessità di garantire la disponibilità di prodotti alimentari di qualità sui mercati locali.