A dieci mesi dalla nascita di Sol.Tiox Srl, la segreteria territoriale della Ugl fa il punto sulla situazione dello stabilimento di Scarlino, ex Venator, acquisito dal gruppo Solmar. Il giudizio del sindacato è positivo, ma accompagnato dalla richiesta di mantenere alta l’attenzione sull’occupazione, sulla sicurezza e sulle prospettive produttive del sito.
Produzione ripartita, ma manca ancora un cronoprogramma
Secondo il segretario territoriale Roberto Bocci, la fabbrica è oggi operativa con due linee di produzione. La Ugl ricorda di aver seguito, insieme agli altri soggetti coinvolti, il percorso che ha portato alla soluzione della vertenza dell’ex Venator e all’acquisizione da parte di Solmar. La ripresa dell’attività ha consentito il rientro dei lavoratori, concretizzato il primo gennaio di quest’anno.
Il sindacato guarda ora alla possibile riattivazione della terza linea. Le dichiarazioni del direttore dello stabilimento fanno ipotizzare una ripartenza del terzo forno di calcinazione, ma al momento, sottolinea la Ugl, non risulta ancora definito un cronoprogramma. Il 2027 potrebbe rappresentare l’anno decisivo per il riavvio, anche se gli sviluppi dipenderanno dall’andamento del mercato e dalle scelte della proprietà.
Occupazione e sicurezza tra le priorità
Durante l’ultimo incontro della segreteria, svolto a Grosseto, la rappresentanza sindacale ha esaminato anche le ricadute occupazionali della ripartenza. Circa 15 assunzioni sono state effettuate, ma per Daniele Barometri, componente della Rsu di Sol.Tiox, il numero non è ancora sufficiente. Alcuni reparti restano in difficoltà e il problema potrebbe diventare più evidente in caso di riattivazione della terza linea.
La Ugl considera Sol.Tiox un’azienda centrale per il polo industriale di Scarlino, anche per i collegamenti con Nuova Solmine. Nel confronto interno è stata indicata come prioritaria la tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti, dopo una ripresa arrivata al termine di circa due anni e mezzo di fermo. Il sindacato invita i lavoratori a segnalare eventuali situazioni di criticità, evitando che l’obiettivo di recuperare la produzione porti a ridurre l’attenzione sulle condizioni operative.
È inoltre iniziato il confronto con la direzione aziendale per il rinnovo del contratto integrativo. L’obiettivo dichiarato dalla Rsu è salvaguardare le condizioni economiche e organizzative dei dipendenti, dopo anni segnati da sacrifici. La Ugl Chimici conferma la propria disponibilità ad ascoltare i lavoratori e a intervenire sulle problematiche ancora presenti nello stabilimento.
In vista dei prossimi mesi, il sindacato indica nella firma dell’Accordo di Programma un passaggio essenziale per definire una prospettiva produttiva di medio e lungo periodo. La proprietà ha annunciato progetti e investimenti, ma la Ugl attende che queste indicazioni si traducano in sviluppi concreti e in maggiore stabilità occupazionale per l’intera piana di Scarlino.