Arte e cinema

Mimmo Paladino firma il manifesto del festival cinematografico

In programma 17-20 settembre: personale dell’artista, proiezione di Quijote e appuntamenti nel nuovo anfiteatro

Mimmo Paladino firma il manifesto del festival cinematografico

Sarà Mimmo Paladino a firmare il manifesto della quinta edizione del Capalbio Film Festival, in programma dal 17 al 20 settembre 2026. La manifestazione è promossa e organizzata dalla Fondazione Capalbio, con il sostegno del Comune di Capalbio e il patrocinio della Regione Toscana. La direzione artistica è affidata a Steve Della Casa e Daniele Orazi.

La scelta dell’artista campano si inserisce nella tradizione del festival, che nelle precedenti edizioni aveva affidato l’immagine ufficiale a Marco Delogu, Vincenzo Marsiglia, Gianmarco Chieregato e Chiara Rapaccini, in arte RAP. Paladino, tra i protagonisti della Transavanguardia, realizzerà il manifesto della rassegna e sarà inoltre al centro di una serie di iniziative collaterali.

La mostra e l’anteprima cinematografica

Una mostra personale dedicata a Mimmo Paladino, curata da Davide Sarchioni, sarà inaugurata il 16 settembre alla galleria Il Frantoio. L’esposizione resterà aperta al pubblico per tutto l’autunno. Nella stessa giornata è previsto il pre-opening del festival al Nuovo Cinema Tirreno di Borgo Carige, con la proiezione speciale di Quijote, film della durata di 75 minuti diretto dall’artista nel 2006.

La serata inaugurale si terrà il 17 settembre al Teatro del Leccio, nuovo anfiteatro all’aperto di Capalbio, progettato dall’architetto Maurice Nio e inaugurato nel giugno 2026. Alla cerimonia saranno presenti Margherita Buy, madrina onoraria del festival, il sindaco Gianfranco Chelini, la presidente della Fondazione Capalbio Maria Concetta Monaci e i direttori artistici Steve Della Casa e Daniele Orazi.

Il percorso artistico di Paladino

Paladino ha sviluppato nel corso della sua carriera una ricerca che attraversa pittura, scultura, teatro, letteratura e cinema. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta è stato tra i principali esponenti della Transavanguardia. Nel 1980 partecipò alla sezione Aperto ’80 della Biennale di Venezia insieme a Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Nicola De Maria, in una fase decisiva per la diffusione internazionale del movimento.

Il suo lavoro è caratterizzato dalla presenza di figure, volti, segni e richiami alle culture antiche. Tra gli interventi più noti figurano l’Hortus Conclusus, installazione permanente realizzata nel 1992 a Benevento, e la Montagna di sale, nata nel 1990 come scenografia per La sposa di Messina alle Orestiadi di Gibellina e poi riproposta a Napoli. I cavalli sono uno dei soggetti ricorrenti della sua produzione.

Il rapporto con il cinema rappresenta uno degli elementi che collegano più direttamente l’artista alla manifestazione. Dopo Quijote, presentato nel 2006 alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti, Paladino ha diretto nel 2022 La divina cometa, opera che intreccia arti visive, teatro, suggestioni dantesche e cultura popolare. Il festival è realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e alla collaborazione di sponsor, sostenitori e media partner indicati dagli organizzatori.