Riconoscimento scientifico

Iacopo Bernardini vince il Premio Buiatti per la sua tesi in Fisica

Il giovane ricercatore ha ricevuto il premio per la sua innovativa ricerca sulla microscopia a super-risoluzione.

Iacopo Bernardini vince il Premio Buiatti per la sua tesi in Fisica

Il giovane ricercatore Iacopo Bernardini ha ricevuto il prestigioso Premio Marcello Buiatti per la sua tesi di laurea magistrale in Fisica, presentata all’Università di Pisa. La sua ricerca si concentra sull’uso della microscopia a super-risoluzione per analizzare il danno al DNA causato da diverse tecniche di radioterapia.

Bernardini, classe 2000, ha conseguito la maturità con lode presso il liceo Scientifico Marconi di Grosseto nel 2019. La sua carriera accademica è stata caratterizzata da risultati eccezionali, tanto che la sua professoressa di Fisica gli assegnò un voto di 11 per un compito, ritenendo che un 10 non fosse sufficiente a rappresentare il suo impegno e le sue capacità.

Il Premio Buiatti

Il premio è stato consegnato durante la conferenza internazionale Dcp26 – Dynamics and Complexity in Physics, in riconoscimento dell’importanza della sua tesi dal titolo ‘Single-molecule localization microscopy as a tool for multi-scale quantification of DNA damage induced by Flash and minibeam radiotherapy’, discussa sotto la supervisione della professoressa Francesca Cella Zanacchi. Bernardini ha sottolineato l’importanza della collaborazione con diversi gruppi di ricerca e strutture per il successo del suo lavoro.

Attualmente, Iacopo Bernardini sta proseguendo il suo percorso di ricerca presso il Max Planck Institute for Multidisciplinary Sciences di Gottinga, in Germania, nel gruppo guidato da Stefan Hell, premio Nobel per la Chimica nel 2014. La sua ricerca si concentra sull’analisi dei primi minuti dopo l’irradiazione a livello molecolare, utilizzando tecniche avanzate di microscopia a super-risoluzione per comprendere meglio i benefici della radioterapia Flash.

Bernardini ha affermato: “Sono onorato di aver ricevuto questo premio, perché rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto durante il progetto di tesi”. La sua ricerca si colloca all’avanguardia nel campo della scienza, contribuendo a una migliore comprensione delle tecniche di radioterapia e dei loro effetti a livello molecolare.