La maggioranza del Comune di Follonica ha respinto la mozione presentata dall’opposizione sul contrasto al caporalato, allo sfruttamento lavorativo e alle forme di illegalità nelle filiere economiche del territorio. A riferirlo sono i consiglieri di minoranza Emanuele Betti, Francesco Ciompi, Mirjam Giorgieri, Giacomo Manni, Andrea Pecorini e Francesa Stella, autori di una nota diffusa dopo il dibattito consiliare.
Secondo quanto dichiarato dall’opposizione, tra i consiglieri di maggioranza soltanto Stefano Boscaglia della Lega avrebbe votato a favore della proposta. I gruppi di minoranza contestano in particolare le motivazioni emerse durante la discussione, riferendo che sarebbe stato evidenziato come il contrasto a questi fenomeni debba essere affrontato dal Governo e che l’istituzione di tavoli di confronto o l’inserimento di clausole di tutela nei bandi potrebbe aumentare il carico di lavoro per gli uffici comunali e per le imprese.
Le obiezioni della minoranza
Nella nota viene citata anche la posizione della consigliera Lenzi, che avrebbe sollevato il rischio di un appesantimento delle procedure di affidamento e di un possibile effetto negativo sulla partecipazione delle piccole e medie imprese. L’opposizione replica che la legalità non rappresenta un ostacolo all’attività economica, ma una tutela per i lavoratori e per le aziende che rispettano le regole. Il lavoro irregolare, il mancato rispetto dei contratti e la compressione dei diritti, sostengono i consiglieri, producono concorrenza sleale ai danni delle imprese corrette.
La mozione, precisano i firmatari, non chiedeva al Comune di sostituirsi agli organi ispettivi né di risolvere autonomamente un problema complesso. L’obiettivo sarebbe stato promuovere la prevenzione, rafforzare la collaborazione tra le istituzioni, valorizzare le imprese regolari e verificare quali strumenti possano essere applicati, nel rispetto della normativa, ad appalti, subappalti e filiere economiche.
Un ruolo centrale, secondo la proposta, avrebbe dovuto essere affidato al confronto con organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, enti bilaterali e organismi competenti. L’opposizione ritiene che il coinvolgimento di queste realtà avrebbe consentito di tenere conto delle condizioni del mondo del lavoro, delle difficoltà delle imprese e delle caratteristiche dei diversi settori produttivi presenti sul territorio.
Il tema dello sviluppo locale
I consiglieri di minoranza riconoscono che una mozione consiliare non può risolvere da sola il caporalato o il lavoro irregolare. Ritengono però che strumenti di questo tipo possano esprimere un indirizzo politico, promuovere consapevolezza e impegnare l’amministrazione a costruire iniziative concrete. Nel comunicato viene richiamata anche l’adesione del Comune alla rete di Avviso Pubblico, insieme alle giornate sulla legalità nelle scuole e alle iniziative di sensibilizzazione.
La discussione viene collegata alle caratteristiche economiche di Follonica, dove turismo, ristorazione, servizi balneari, commercio, edilizia e lavoro stagionale hanno un peso significativo. Per l’opposizione, la qualità dello sviluppo non dovrebbe essere valutata soltanto sulla base delle presenze e degli incassi, ma anche sulle condizioni di chi lavora nei diversi comparti.
La minoranza sostiene infine che, di fronte a eventuali misure ritenute onerose o difficili da applicare, sarebbe stato possibile discutere correttivi e individuare strumenti alternativi. La bocciatura senza un impegno a definire un percorso successivo, affermano i consiglieri, avrebbe fatto perdere un’occasione di confronto su caporalato, lavoro nero, lavoro grigio e dumping contrattuale. Il contrasto a questi fenomeni, concludono, dovrebbe tutelare sia i lavoratori sia le imprese che operano nel rispetto delle regole.