Memoria militare

A Grosseto il Savoia Cavalleria ricorda la carica di Isbuschenskij

Cerimonia in caserma per rendere omaggio ai protagonisti di una pagina decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

A Grosseto il Savoia Cavalleria ricorda la carica di Isbuschenskij

Nella mattinata di venerdì 25 settembre, nella caserma intitolata al Generale Beraudo di Pralormo, a Grosseto, si è svolta la commemorazione dei fatti d’arme di Isbuschenskij. La cerimonia ha coinvolto il personale del 3° Reggimento Savoia Cavalleria, schierato in armi, e ha ricordato l’azione compiuta a quota 213,5, nella quale il reparto si distinse durante la Seconda guerra mondiale.

A 84 anni dalla vittoriosa carica, i Cavalieri paracadutisti hanno reso omaggio ai militari che servirono sotto l’antico stendardo con fedeltà, coraggio e spirito di sacrificio. A quella pagina della storia del reparto è legito il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare, riconoscimento che continua a rappresentare uno dei principali riferimenti della tradizione del reggimento.

La cerimonia in caserma

All’appuntamento hanno partecipato le autorità locali e il generale di brigata Dario Paduano, comandante della Brigata paracadutisti Folgore. Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il colonnello Giandomenico Di Spirito, 107° comandante del reggimento, che ha richiamato il valore delle gesta compiute a Isbuschenskij e il percorso di addestramento, coesione e sacrificio che le rese possibili.

Nel suo discorso, il comandante ha indicato nella preparazione e nelle prove affrontate insieme la base della forza dimostrata dal reparto durante la carica. Il riferimento è stato alla manovra condotta in campo aperto, tra le nubi di polvere, il rumore degli zoccoli e il fuoco delle armi, ma anche al legame tra quella esperienza e l’identità dei militari oggi in servizio.

Dalla tradizione alle aviotruppe

La carica ricordata risale al 24 agosto 1942, quando il Savoia Cavalleria affrontò tra le distese russe reparti sovietici numericamente superiori, utilizzando sciabole e bombe a mano. L’episodio contribuì a consegnare alla memoria il reparto, nato in un’epoca nella quale i combattimenti erano ancora legati alle dinastie sabaude.

Da 13 anni il reggimento ha acquisito anche la componente aviotruppe ed è oggi l’unica unità di Cavalleria paracadutista dell’Esercito Italiano. I cavalli hanno lasciato spazio ai lanci dal cielo e ai moderni sistemi di esplorazione, adeguando l’impiego dei Cavalieri alle esigenze dei contemporanei teatri operativi. Nel corso della commemorazione è stato sottolineato come l’evoluzione tecnologica non abbia modificato i valori indicati come centrali per il reparto: dedizione, coraggio e senso del dovere.