La richiesta di ritirare la delibera
Al centro del confronto c’è la richiesta di ritirare il provvedimento, contestato dagli amministratori perché sarebbe stato adottato senza un adeguato coinvolgimento dei Comuni. I partecipanti chiedono inoltre di conoscere i dati utilizzati per elaborare l’ipotesi di riorganizzazione e di verificare i costi dell’operazione, indicata nella delibera come a costo zero.
Per la zona distretto Amiata grossetana-Colline metallifere-Grossetana hanno sottoscritto il documento i rappresentanti di Campagnatico, Cinigiano, Follonica, Grosseto e Scarlino. Per la zona distretto Colline dell’Albegna hanno aderito Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano e Sorano. Le presenze sono state quindi limitate rispetto ai 28 Comuni che compongono la provincia.
Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha definito le assenze un segnale politico, ricordando che alcuni amministratori avevano inizialmente confermato la partecipazione per poi rinunciare all’ultimo momento. Secondo il primo cittadino, prima di procedere con il riassetto sarebbe necessario predisporre un business plan e mettere a disposizione dei Comuni tutte le informazioni alla base della scelta.
Il nodo dei servizi nelle aree periferiche
Giovanni Gentili ha collegato la riorganizzazione anche al tema dei trasporti sanitari. La preoccupazione espressa durante la riunione è che l’eventuale allontanamento dei servizi dai territori periferici possa rendere più complessi i trasferimenti dei pazienti. Il promotore ha inoltre criticato le modalità di nomina del nuovo direttore generale, sostenendo che i sindaci avrebbero dovuto essere coinvolti nella conferenza aziendale.
Gentili ha attribuito l’assenza di diversi amministratori, in particolare quelli di centrosinistra, a una possibile indicazione politica arrivata dalla Regione. L’assessora regionale Monia Monni è attesa all’incontro del 29 settembre e il documento approvato dai presenti sarà trasmesso anche ai sindaci che non hanno partecipato, nella speranza che possano condividerne i contenuti.
Tra i firmatari c’è anche il sindaco di Follonica Matteo Buoncristiani, secondo il quale le assenze indeboliscono il valore del documento, ma il confronto dovrà concentrarsi soprattutto sui risultati concreti. La riunione si è conclusa con la conferma della richiesta di un maggiore coinvolgimento dei Comuni nelle decisioni sull’organizzazione della sanità provinciale.