Un uomo di 71 anni morì mentre partecipava alle operazioni di taglio dell’erba nel deposito militare di Versegge, nel territorio di Grosseto. La vittima, Cesare Scanu, si trovava dietro a un trattore guidato da un’altra persona e aveva il compito di ripulire l’area dal materiale tagliato.
L’infortunio avvenne il 21 maggio 2019, nei pressi di una garitta in disuso. La parte rotante della falciatrice collegata al trattore si impigliò in un cavo, apparentemente nascosto dalla vegetazione. Scanu rimase coinvolto nel meccanismo e non riuscì a liberarsi. Vicino alla garitta risultavano installati un cavo d’acciaio e un corrugato contenente un cavo telefonico, con un’estremità lasciata a terra.
Le responsabilità accertate
La seconda sezione civile del Tribunale di Firenze ha recentemente condannato al risarcimento sia il militare che aveva incaricato Scanu di aiutare nel lavoro, sia il conducente del mezzo agricolo. L’uomo deceduto era già pensionato e, secondo quanto ricostruito nel procedimento, tra il militare e l’operatore del trattore non esisteva un accordo formale con la pubblica amministrazione.
Le indagini hanno evidenziato che il trattore si trovava in cattive condizioni di manutenzione e non era a norma. Anche la falciatrice non risultava omologata. I giudici hanno inoltre rilevato responsabilità nella condotta del conducente e, in misura minore, in quella della stessa vittima.
Il risarcimento alla famiglia
La ripartizione delle responsabilità è stata fissata nel 50 per cento a carico del militare che aveva organizzato il lavoro e disposto l’ingresso nella base, nel 25 per cento a carico del conducente del trattore e nel restante 25 per cento a carico di Scanu.
Al coniuge e ai figli è stato riconosciuto un risarcimento complessivo di oltre mezzo milione di euro. Il Tribunale non ha invece accolto la richiesta avanzata dai nipoti, figli dei figli della vittima.