A Grosseto il progetto di georeferenziazione delle produzioni agricole compie un nuovo passo con le prime 13 certificazioni realizzate su campioni di olio. L’iniziativa è promossa dal Distretto Biologico della Maremma Toscana insieme all’Università degli Studi di Siena, al Santa Chiara Lab e al Polo Universitario Grossetano, nell’ambito delle opportunità offerte dal Pnrr attraverso il progetto Agritech.
Il percorso punta a rafforzare la tracciabilità e a documentare, attraverso dati scientifici, il legame tra le produzioni e il territorio maremmano. Il lavoro era stato avviato con i cereali e il grano duro e, con la campagna olivicola 2025, si è esteso all’olio prodotto dalle aziende aderenti al Distretto.
Le prime analisi sui campioni
Le certificazioni sono state predisposte grazie alla collaborazione di 13 imprese agricole appartenenti alle associazioni di categoria Cia, Coldiretti e Confagricoltura. L’attività consente di raccogliere e organizzare informazioni sull’origine delle produzioni, fornendo una base scientifica per descrivere le caratteristiche dell’olio e il suo rapporto con l’area di provenienza.
Per la campagna olivicola 2026 la partecipazione sarà completamente gratuita per tutti i soci del Distretto Biologico. L’obiettivo è favorire un’adesione più ampia da parte dei produttori e consolidare la caratterizzazione scientifica dell’olio. La georeferenziazione, viene precisato, non garantisce da sola un maggiore valore economico, ma mette a disposizione dati strutturati sull’origine che possono sostenere la comunicazione e la valorizzazione delle aziende.
Un modello per altre produzioni
La prospettiva indicata dai promotori è di estendere progressivamente il metodo ad altre filiere rappresentative dell’agricoltura maremmana. Tra i comparti citati figurano vino, cereali, ortaggi e miele, con procedure da adeguare alle caratteristiche delle singole produzioni.
Il presidente del Distretto Biologico e sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha definito la georeferenziazione uno strumento per rafforzare il rapporto tra produzioni e Maremma. Secondo il presidente, la ricerca e l’innovazione possono fornire alle imprese strumenti per accrescere trasparenza, riconoscibilità e fiducia dei consumatori, mantenendo il collegamento tra tradizione e sostenibilità. Vivarelli Colonna ha inoltre ringraziato Michele Angeli, il consiglio di amministrazione del Distretto, le aziende e gli enti universitari coinvolti nel progetto.