Il personale della scuola e del Ministero dell’Istruzione e del Merito è chiamato a decidere se aderire alla nuova polizza sanitaria integrativa promossa dal MIM. La procedura, secondo quanto comunicato, sarà attiva dal 10 al 20 settembre e dovrà essere completata online attraverso l’area riservata del portale ministeriale, utilizzando SPID, CIE o CNS. La copertura avrà una durata quadriennale e sarà gestita da Unisalute, in coassicurazione con Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione.
La contestazione sui finanziamenti
La FLC CGIL Grosseto contesta l’impostazione dell’operazione e sostiene che le risorse stanziate non siano aggiuntive. Secondo il sindacato, i 320 milioni di euro previsti per il periodo 2026-2029 deriverebbero da fondi già destinati alla scuola e da capitoli di spesa pubblici esistenti. La quota indicata è di circa 80 milioni l’anno, sottratti al Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico e destinati alla copertura sanitaria integrativa.
La segretaria della FLC CGIL Grosseto, Alessandra Vegni, afferma che a fronte di questo trasferimento la partecipazione dello Stato sarebbe limitata a circa sei euro per lavoratore. La dirigente considera la polizza un possibile beneficio per chi aderirà, ma ritiene che il suo finanziamento comporti un indebolimento sia della scuola pubblica sia del Servizio sanitario nazionale. La posizione è condivisa dalla FLC CGIL nazionale, che non ha sottoscritto il contratto integrativo istitutivo dell’assicurazione.
Nel merito delle condizioni previste, il sindacato richiama la presenza di franchigie, scoperti percentuali e massimali di rimborso. Questi elementi, secondo la FLC CGIL, potrebbero lasciare una parte significativa delle spese a carico del personale, riducendo la portata effettiva della copertura. La critica si inserisce nel contesto delle difficoltà denunciate dalle scuole nel garantire il funzionamento ordinario e del sottofinanziamento del sistema sanitario pubblico.
Il no della FLC CGIL
Per la FLC CGIL Grosseto, l’assenza di un premio diretto a carico dei lavoratori non rende automaticamente gratuita la polizza. Il costo, sostiene l’organizzazione, ricadrebbe sulla comunità scolastica attraverso minori disponibilità per il funzionamento degli istituti, le attività didattiche e i servizi. Le stesse risorse, nella valutazione del sindacato, potrebbero essere utilizzate per rafforzare la scuola, sostenere la formazione e finanziare il Servizio sanitario nazionale.
Vegni definisce quindi l’iniziativa un trasferimento di fondi pubblici verso la sanità privata e i gruppi assicurativi. La segretaria ribadisce che il welfare del personale non dovrebbe essere costruito sottraendo risorse ai servizi universali e sostiene la necessità di mantenere salute e istruzione tra i diritti garantiti dallo Stato.
La FLC CGIL Grosseto annuncia infine che continuerà a chiedere il reintegro dei finanziamenti destinati agli istituti scolastici e invita a sostenere la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sul Servizio sanitario nazionale. La sottoscrizione, secondo quanto indicato dall’organizzazione, è possibile nelle sedi CGIL e online attraverso il link diffuso nel comunicato.