Dati ambientali

Sostenibilità urbana, Grosseto scende al 70° posto

Raccolta differenziata e infrastrutture acquedottistiche mostrano segnali positivi, ma gli autobus restano poco utilizzati.

Sostenibilità urbana, Grosseto scende al 70° posto

Grosseto si colloca al 70° posto nella graduatoria di Ecosistema urbano 2026, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia realizzato con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. L’indagine analizza le performance ambientali dei 106 capoluoghi italiani. Il capoluogo maremmano ha ottenuto un punteggio complessivo del 50,59%, contro il 50,63% dell’edizione precedente, quando occupava la 68ª posizione. Il quadro resta quindi sostanzialmente stabile, ma il confronto tra i singoli indicatori evidenzia alcuni miglioramenti e diverse aree ancora da rafforzare.

Rifiuti e acqua, segnali positivi

La raccolta differenziata ha raggiunto il 69,9% nel 2025, in aumento rispetto al 67,8% rilevato nell’edizione precedente. La crescita è di 2,1 punti percentuali e conferma il percorso intrapreso nella gestione dei rifiuti. Il rapporto indica inoltre una produzione di rifiuti urbani pari a 564 chilogrammi per abitante all’anno, dato che richiama la necessità di intervenire anche sulla prevenzione, sulla riduzione dei consumi e sulla diffusione del riuso. I dati del rapporto si riferiscono all’anno precedente: secondo quanto reso noto dall’assessore all’ambiente del Comune di Grosseto, Erika Vanelli, il dato attuale della differenziata è del 72%.

Migliora anche la situazione della rete idrica. La dispersione è scesa dal 41,5% al 39,2%, con una riduzione di 2,3 punti percentuali. La quota di acqua che non raggiunge gli utilizzi finali resta tuttavia rilevante, soprattutto in un territorio dove la disponibilità della risorsa rappresenta un tema strategico. I consumi domestici rilevati sono pari a 129 litri per abitante al giorno. Tra le priorità indicate emergono la manutenzione delle infrastrutture, il monitoraggio delle perdite e un uso più efficiente dell’acqua.

Mobilità e qualità dell’aria

Il trasporto pubblico urbano resta il principale punto debole. Nel 2026 sono stati registrati 15 viaggi per abitante all’anno, uno in più rispetto all’edizione precedente, mentre l’offerta è salita da 10 a 11 vetture-km per abitante. I valori restano lontani dalla media nazionale, pari a circa 100 viaggi annui e 26 vetture-km per abitante. Il rapporto evidenzia quindi la necessità di rendere il servizio più accessibile, capillare e competitivo rispetto all’auto privata, migliorando i collegamenti tra quartieri, servizi e principali poli cittadini.

Sul fronte dell’inquinamento atmosferico, la concentrazione media annua di PM10 è scesa da 21 a 19 microgrammi per metro cubo, mentre il PM2,5 è passato da 10 a 9. Il biossido di azoto è diminuito da 16 a 15 microgrammi per metro cubo. Il rapporto rileva inoltre 26,3 metri quadrati di verde urbano accessibile per abitante, 23 alberi ogni 100 abitanti, 209,9 metri quadrati di superficie stradale pedonalizzata ogni 100 abitanti e 7,9 metri lineari di piste ciclabili ogni 100 abitanti. Per Angelo Gentili, componente della segreteria nazionale di Legambiente, i progressi su rifiuti e acqua rappresentano una base da consolidare, mentre sulla mobilità occorre aumentare gli investimenti e rendere il trasporto collettivo più efficiente. Nel complesso, la graduatoria indica la necessità di trasformare i risultati raggiunti in una strategia strutturale per la tutela delle risorse, la qualità degli spazi urbani e l’adattamento alla crisi climatica.