Tutela ambientale

Denunciate reti e ancoraggi illegali nel mare di Giannutri

Legambiente segnala controlli insufficienti, danni alla fauna e pressioni sulle praterie di Posidonia.

Denunciate reti e ancoraggi illegali nel mare di Giannutri

Il mare di Giannutri torna al centro delle segnalazioni di Legambiente Arcipelago Toscano. L’associazione ambientalista denuncia una serie di episodi che, a suo giudizio, evidenziano la fragilità dei controlli e delle misure di tutela nell’isola più meridionale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Le contestazioni riguardano in particolare due episodi avvenuti nell’ultimo fine settimana nelle aree di Cala Maestra e Punta Secca. Secondo Legambiente, in Zona 2 del Parco, sottoposta a restrizioni particolarmente rigorose, erano state collocate reti fisse per la pesca. Gli attrezzi sono stati rimossi soltanto dopo l’intervento della Capitaneria di Porto di Porto Santo Stefano e, secondo quanto riferito dall’associazione, avrebbero già provocato danni alla fauna protetta.

Le segnalazioni dell’associazione

Accanto alla pesca con reti fisse, Legambiente richiama l’attenzione sul fenomeno dell’ancoraggio selvaggio. Diverse imbarcazioni, tra cui un diving locale, avrebbero gettato l’ancora a breve distanza dalle rocce e direttamente sulle praterie di Posidonia oceanica, habitat tutelato dalla normativa europea e nazionale. L’associazione sostiene che tali comportamenti violino i vincoli in vigore nell’area e quelli del Santuario dei Mammiferi Marini Pelagos.

La denuncia investe anche l’efficacia del sistema di sorveglianza. Legambiente parla di una presenza non sufficientemente assidua della Capitaneria e solleva interrogativi sull’utilizzo delle telecamere di controllo, ritenuto poco chiaro o non adeguato a garantire una vigilanza continua. Per l’associazione, la situazione rischia di compromettere gli obiettivi di conservazione assegnati all’area protetta.

La richiesta di più controlli

Nel mirino finiscono quindi la gestione e il monitoraggio delle attività nelle acque dell’isola, soprattutto durante i periodi di maggiore pressione antropica, indicati da Legambiente nell’estate e nell’inizio dell’autunno. L’associazione definisce Giannutri un parco di carta quando le regole non sono accompagnate da controlli quotidiani e da interventi tempestivi contro le violazioni.

Legambiente chiede all’Ente Parco e alle istituzioni di aumentare la presenza sul campo e di rafforzare il monitoraggio degli illeciti ambientali. L’obiettivo indicato è rendere effettive le tutele previste per il mare di Giannutri, proteggere gli habitat e la fauna dell’area e dare concreta applicazione agli impegni internazionali sulla biodiversità, compreso il target 30×30 del Global Biodiversity Framework.