Reazioni divergenti

Allevatrice ferita da un lupo a Massa Marittima

La protagonista era intervenuta per difendere un cucciolo; associazioni e politica divergono sulla gestione della specie.

Allevatrice ferita da un lupo a Massa Marittima

Continua a suscitare reazioni il caso di Marisa Aronne, l’allevatrice di Massa Marittima rimasta ferita all’orecchio nell’azienda agricola di Valpiana. La donna ha raccontato di essere intervenuta per difendere un cucciolo di cane da guardianìa dall’attacco di uno dei tre lupi entrati nella proprietà.

Secondo la ricostruzione dell’allevatrice, l’episodio si è verificato mentre cercava di proteggere l’animale. Soccorsa dopo l’aggressione, è stata sottoposta a un intervento chirurgico e ha ricevuto trenta punti di sutura. Sono inoltre previsti ulteriori controlli per verificare l’eventuale presenza di danni all’udito.

La posizione di Coldiretti

A esprimere solidarietà ad Aronne è stata Coldiretti, che ha definito grave e preoccupante l’aggressione ai danni dell’imprenditrice agricola. L’associazione sostiene che episodi di questo tipo rendano necessaria una gestione della specie e chiede di arrivare in tempi rapidi a una regolamentazione considerata razionale della presenza dei lupi.

La vicenda ha riaperto il confronto sulle modalità di gestione della fauna selvatica e sulla sicurezza nelle aziende agricole. Coldiretti ha collegato l’accaduto alla necessità di interventi specifici, mentre sul piano politico sono state avanzate richieste di contenimento degli animali e degli eventuali ibridi.

Le contestazioni sulla ricostruzione

Sul caso è intervenuto anche Luca Minucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha criticato l’operato della task force lupo della Regione. A suo giudizio, la struttura avrebbe fallito e sarebbe necessario un contenimento immediato per limitare quelli che definisce assalti ricorrenti da parte di lupi e ibridi.

Una ricostruzione diversa è stata fornita dalla Lac. Il presidente Raimondo Silveri ha riferito che nella zona di Valpiana, da mesi, sarebbero presenti tra 200 e 300 pecore incustodite e numerosi cani da guardianìa. L’associazione ha inoltre comunicato di aver presentato due denunce alla Procura.

La Lac contesta anche l’ipotesi che l’aggressione sia stata provocata da un lupo. Tra gli elementi richiamati dall’associazione ci sono la presenza dei cani nell’area e il fatto che l’episodio si sarebbe verificato in pieno giorno. Restano quindi contrapposte le valutazioni sull’accaduto e sulle misure da adottare nella zona di Valpiana.