Rilievi contabili

Conti comunali a Massa Marittima, chiesto il commissariamento

La pronuncia modifica il risultato 2024 e segnala criticità su accantonamenti, crediti e documentazione fornita dall’ente.

Conti comunali a Massa Marittima, chiesto il commissariamento

Paolo Mazzocco e Sandro Poli, consiglieri comunali di opposizione a Massa Marittima, chiedono il commissariamento dell’amministrazione dopo la pubblicazione della deliberazione della Corte dei conti sui rendiconti dell’ente. La pronuncia riguarda più esercizi finanziari, ma il confronto politico si concentra soprattutto sul rendiconto 2024, il primo approvato dall’attuale amministrazione.

Nel documento del Comune la parte disponibile del risultato di amministrazione era stata indicata in 185.409,75 euro, con riferimento a un avanzo libero. La Corte dei conti ha invece rideterminato quella stessa voce in un disavanzo di 273.792,34 euro. Lo scostamento complessivo tra i due valori ammonta quindi a 459.252,09 euro. L’opposizione chiede di chiarire le ragioni della differenza e le possibili conseguenze sui successivi bilanci comunali.

Il nodo degli accantonamenti e della riscossione

Tra i rilievi esaminati dalla magistratura contabile figura il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Per il 2024 la Corte contesta il periodo utilizzato per il calcolo e ridetermina il fondo minimo congruo, indicando la necessità di un accantonamento maggiore per circa 230mila euro. Nella deliberazione viene inoltre evidenziata la crescita dei residui attivi dei titoli I e III: circa 8,7 milioni nel 2023, 9 milioni nel 2024 e 9,5 milioni nel 2025.

Questi dati vengono messi a confronto da Mazzocco e Poli con la relazione della Giunta al rendiconto 2024, nella quale si faceva riferimento a un ottimo andamento della riscossione. I due consiglieri affermano di avere chiesto da mesi informazioni sulla consistenza dei crediti dell’ente, sulle somme recuperate, sugli eventuali stralci e sulle azioni intraprese. Il 26 agosto avevano presentato una richiesta di accesso agli atti, ma, secondo quanto riferiscono, la documentazione non sarebbe stata consegnata per il richiamo dell’amministrazione alla tutela della privacy relativa alle singole posizioni. L’istanza è stata poi ripresentata.

Il 15 settembre il Comune ha affidato per 24 mesi un servizio specialistico di supporto alla riscossione coattiva di Imu, Tari, Canone unico e imposta di soggiorno. La successione temporale tra la richiesta dell’opposizione e l’affidamento è riportata come dato documentale, ma dagli atti non emerge un nesso causale tra le due iniziative.

Le contestazioni sull’istruttoria

Un ulteriore passaggio della deliberazione riguarda il modo in cui sono stati forniti i dati durante l’istruttoria. La Corte parla di un’elaborazione non esauriente e frammentata dei prospetti richiesti e richiama le ripetute modifiche dei dati, la scarsa motivazione e l’inadeguata illustrazione delle informazioni. L’ente viene invitato a considerare in modo più adeguato le richieste formulate nel corso della verifica.

Per l’opposizione, questi rilievi evidenzierebbero una mancanza di trasparenza sulla situazione finanziaria del Comune. Mazzocco e Poli chiedono inoltre di sapere se la rideterminazione del risultato 2024 comporterà minori margini finanziari nei prossimi esercizi e se potrà incidere sulle risorse per servizi, manutenzioni e interventi rivolti alla comunità. La Corte non stabilisce automaticamente tagli ai servizi, ma indica che le rideterminazioni dovranno essere recepite nei successivi documenti contabili. Gli effetti sugli esercizi seguenti saranno verificati nei futuri controlli.

I consiglieri sollevano infine una questione sui tempi di trasmissione dell’atto. La deliberazione è stata decisa il 25 giugno 2026 e depositata in segreteria il 2 luglio; il dispositivo prevede l’invio al Consiglio comunale, al sindaco e all’organo di revisione. Mazzocco e Poli affermano di aver appreso la vicenda dagli organi di informazione e chiedono di conoscere quando il Comune abbia ricevuto materialmente il documento, quando ne sia stato informato il Consiglio e perché l’atto non sia stato portato subito all’attenzione dei consiglieri.

La richiesta di commissariamento viene motivata dall’opposizione con l’insieme degli elementi emersi: la diversa quantificazione del risultato 2024, i rilievi sul fondo crediti, le difficoltà legate all’accesso agli atti, le criticità dell’istruttoria e gli interrogativi sulla comunicazione della deliberazione. I consiglieri sostengono che l’amministrazione dovrebbe anticipare il commissariamento con dimissioni condivise e chiedono che ai cittadini venga illustrata la situazione reale dei conti dell’ente.