Nessuno è escluso dalla grazia: è il messaggio al centro dell’omelia pronunciata ieri mattina dal vescovo Bernardino Giordano nel duomo di Orbetello, durante la celebrazione della festività di Ognissanti. Il presule ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica, concelebrata dal parroco don Luca Caprini.
La santità nella vita quotidiana
Nel commentare il Vangelo delle Beatitudini, il vescovo ha presentato la festa di tutti i Santi come un appuntamento che riguarda l’intera comunità dei credenti. «La festa di tutti i Santi è la nostra festa», ha esordito, spiegando che la ricorrenza offre un orientamento per il cammino spirituale.
Secondo monsignor Giordano, la santità non è un traguardo riservato a pochi eroi della fede né coincide con il possesso di eccezionali qualità umane. È invece l’opera di Dio che si fa strada nella vita quotidiana di ciascuno, anche attraverso carattere, storia personale, limiti e fragilità.
La Chiesa, ha osservato il vescovo, propone ogni anno una sorta di timone per accompagnare i fedeli. Al centro non c’è l’autosufficienza dell’uomo, ma l’ingresso nell’azione di Dio, descritto nel Vangelo come colui che consola, sazia e perdona.
Il valore del limite e della condivisione
Il punto di partenza indicato durante l’omelia è proprio la povertà dell’uomo. La grazia, ha sottolineato Giordano, non abita la solitudine di chi ritiene di bastare a se stesso, ma passa attraverso il limite e apre alla relazione con Dio e con gli altri.
La riflessione ha collegato così le figure dei grandi testimoni della storia alla vita ordinaria di ogni fedele. L’unica santità, secondo il messaggio proposto nella celebrazione, può manifestarsi in percorsi diversi e non dipende dal passato o dalle caratteristiche personali di ciascuno.
La liturgia è stata animata dal coro del duomo. Durante il Padre nostro, il vescovo ha chiamato attorno all’altare i bambini delle classi seconda e terza elementare, coinvolgendoli in un momento di condivisione con la comunità.
Al termine, l’invito rivolto ai presenti è stato quello di trasformare il significato della ricorrenza in una scelta concreta per la settimana. La celebrazione di Ognissanti si è così conclusa con un richiamo a vivere nella quotidianità il rapporto con Dio e con gli altri.