Grosseto. L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) ha espresso una dura critica nei confronti del Consiglio comunale di Grosseto, che ha recentemente approvato un ordine del giorno presentato dalla Lega. Questo documento chiede un rafforzamento delle politiche di rimpatrio per i migranti irregolari e per coloro definiti ‘non integrati’, facendo riferimento al concetto di ‘remigrazione’.
In un comunicato, la presidenza del comitato provinciale di Grosseto, intitolato ‘Norma Parenti’, ha dichiarato: “Senza vergogna. Non esistono altre parole per descrivere quanto è accaduto”. L’Anpi sottolinea che tali posizioni sono particolarmente inopportune in una terra che ha vissuto sulla propria pelle il dolore dell’emigrazione. La nota prosegue evidenziando come Grosseto sia capoluogo di una provincia profondamente segnata dalla Resistenza e dal sacrificio di coloro che lottarono contro il nazifascismo.
Le parole e la loro importanza
Il comunicato dell’Anpi ricorda che il lungo elenco dei caduti della Resistenza, scolpito all’ingresso del palazzo della Provincia, rappresenta un monito quotidiano sul prezzo pagato per la libertà e la democrazia. “Le parole non sono mai innocenti: costruiscono cultura, orientano il dibattito pubblico, definiscono chi appartiene alla comunità e chi può esserne escluso”, afferma l’Anpi, evidenziando la gravità di un linguaggio che identifica nello straniero il problema e nel migrante il nemico.
L’Anpi mette in guardia contro la crescente disuguaglianza e precarietà del lavoro, la progressiva erosione della sanità pubblica e il fenomeno dell’emigrazione giovanile, sottolineando che la risposta a tali crisi non può essere l’alimentazione dell’odio sociale. “I problemi dell’Italia non si risolvono alimentando l’odio sociale. Si affrontano con politiche capaci di garantire lavoro dignitoso, diritti, giustizia sociale, servizi pubblici e coesione”, afferma il comunicato.
Un appello alla vigilanza democratica
L’Anpi richiama l’attenzione sulla necessità di difendere i principi di uguaglianza, solidarietà e libertà, sottolineando che l’antifascismo non è solo un culto del passato, ma una difesa attiva dei valori fondanti della Repubblica. “Assistiamo al restringimento degli spazi del dissenso e alla normalizzazione di un linguaggio che alimenta paura e divisione”, avverte l’Anpi, esprimendo preoccupazione per il clima culturale e politico attuale.
In conclusione, l’Anpi lancia un appello a tutte le forze democratiche, alle associazioni e ai cittadini affinché non sottovalutino quanto accaduto. “La difesa della democrazia non può essere delegata. La Costituzione vive soltanto se viene praticata ogni giorno. Oggi è il momento di scegliere da quale parte stare: dalla parte della paura o della dignità delle persone; dell’esclusione o dell’uguaglianza; dell’odio o della solidarietà. Noi scegliamo la Costituzione. Scegliamo la memoria della Resistenza. Scegliamo l’umanità. Mai più”, conclude il comunicato.