La Camera dei deputati ha respinto martedì 4 agosto 2026 l’ordine del giorno presentato da Marco Simiani, capogruppo del Partito democratico in Commissione Ambiente, nell’ambito dell’esame del Collegato agricolo. L’atto chiedeva al Governo di sostenere la realizzazione di nuovi invasi e infrastrutture per l’accumulo dell’acqua, con particolare riferimento alla Toscana meridionale e alla diga sul fiume Merse.
Il voto dell’Aula di Montecitorio è stato contestato da Simiani, che ha accusato Fratelli d’Italia e la destra di mantenere posizioni diverse tra il territorio e il Parlamento. Secondo il deputato, mentre in Toscana alcuni esponenti del partito chiedono di accelerare la realizzazione dell’opera tra le province di Siena e Grosseto, a Roma il Governo avrebbe respinto un atto indirizzato proprio a favorire nuovi interventi di accumulo idrico.
Il nodo della sicurezza idrica
Per Simiani, la diga sul Merse sarebbe oggi ancora più necessaria a causa della siccità e degli effetti dei cambiamenti climatici, che a suo giudizio stanno colpendo la Toscana con intensità crescente. La situazione, sostiene il parlamentare, mette a rischio l’agricoltura, le imprese e l’approvvigionamento idrico della Maremma e dell’intera regione.
Il deputato del Pd ha chiesto quindi programmazione, investimenti e studi di fattibilità aggiornati, contrapponendoli a iniziative che ha definito di natura propagandistica. La posizione espressa riguarda la necessità di rafforzare la sicurezza idrica attraverso nuove infrastrutture e non costituisce, di per sé, l’approvazione o l’avvio dei lavori per la diga.
Simiani ha inoltre richiamato un precedente stop parlamentare a un emendamento del Partito democratico relativo alla realizzazione di un invaso sul fiume Albegna. Il capogruppo ha concluso annunciando che il Pd continuerà a lavorare in Parlamento per affrontare il problema della siccità, chiedendo al Governo maggiore attenzione verso l’emergenza che interessa la Toscana meridionale.