Un recente studio ha evidenziato un significativo cambiamento nei comportamenti di caprioli e daini nel Parco della Maremma, a causa delle temperature estive sempre più elevate. Diretta conseguenza del cambiamento climatico, questo fenomeno è emerso dall’analisi condotta in otto aree protette della Toscana, pubblicata nella rivista scientifica Integrative Zoology.
La ricerca, coordinata dal professore Francesco Ferretti dell’Università di Siena, ha raccolto dati tramite una rete di fototrappole, monitorando per oltre 12.400 giorni durante il periodo estivo. Il progetto è stato finanziato dall’Ente Parco Regionale della Maremma, dalla Regione Toscana e dal National Biodiversity Future Center nell’ambito del Pnrr.
Risultati significativi
I risultati dello studio sono allarmanti: l’aumento delle temperature influisce sul comportamento degli ungulati più della presenza umana. Secondo Ferretti, se tali tendenze dovessero consolidarsi, gli effetti del cambiamento climatico infliggeranno un impatto crescente anche sulle aree protette. Il capriolo appare essere la specie più vulnerabile, riducendo la propria attività nelle ore diurne e preferendo spostarsi nelle ore notturne per limitare il stress termico.
Di contro, i daini mostrano una diminuzione dell’attività diurna, ma in misura minore, continuando a orientare i loro spostamenti in base ai predatori. Un’analisi dettagliata è stata fornita da Noemi Pallari, dottoranda presso l’Università di Siena e prima autrice della pubblicazione.
Ruolo della presenza umana
Un altro aspetto interessante emerso dalla ricerca è il ruolo della presenza umana nelle aree protette, incluso il Parco della Maremma. I ricercatori hanno notato che i cambiamenti comportamentali sono principalmente determinati dalle alte temperature, piuttosto che dall’afflusso di visitatori. Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma, ha commentato che queste alterazioni nei comportamenti della fauna possono influenzare negativamente la distribuzione e l’equilibrio tra le specie. Rusci ha sottolineato l’importanza di considerare il cambiamento climatico nella conservazione della biodiversità, evidenziando come la ricerca scientifica sia fondamentale per pianificare politiche di tutela degli ecosistemi.