Nei giorni scorsi è emerso un cantiere significativo all’interno delle mura medicee, in particolare nella zona di piazza Esperanto, conosciuta dai locali come ‘piazza del mercato’. Questo progetto, iniziato tre anni fa con un investimento totale di 270 mila euro, ha visto un finanziamento di circa 200 mila euro da parte della Regione Toscana e la restante somma a carico del Comune di Grosseto.
L’assessore ai lavori pubblici, Riccardo Ginanneschi, e il direttore dei lavori, l’architetto Marco Corridori, hanno fornito un aggiornamento sui lavori in corso. Corridori ha evidenziato come, dopo un periodo di intensa attività, la riqualificazione di circa 400 metri quadrati sia quasi completata, non senza difficoltà, principalmente a causa dei ritrovamenti archeologici avvenuti durante gli scavi.
Un significativo cambiamento apportato è rappresentato dall’abbattimento delle barriere architettoniche, soprattutto nei punti critici come l’entrata in via Saffi. Qui, una gradonata di cemento è stata sostituita da una rampa, garantendo un accesso agevole alle persone con difficoltà motorie. Durante i lavori, è stata fatta una scoperta inaspettata: un pozzo del cinquecento, che ora sarà utilizzato per raccogliere le acque piovane.
Implementazioni e connessioni
Un’altra innovazione del progetto è l’idea di creare una connessione interna tra le diverse porzioni delle Mura, un aspetto che prima non esisteva. Questa nuova rete collegherà piazza Esperanto, piazza Caduti di Nassirya e via Saffi. Ginanneschi, in proposito, ha affermato che i lavori si concluderanno entro Settembre e includono anche l’installazione di impianti di videosorveglianza e illuminazione.
Il rinvenimento del pozzo ha portato anche a riflessioni sul passato: il bastione Maiano era storicamente un punto di raccolta per le acque da distribuire alla città. Inoltre, il cantiere ha rivelato che all’interno di una zona ora rialzata, si trovava lo studio dell’ex ceramista Mario Soldateschi, un ricordo significativo per chi ha vissuto a Grosseto negli anni ’90. L’assessore Luca Agresti ha sottolineato come questo intervento non solo modificherà l’accesso al centro storico, ma offrirà anche spazi per eventi culturali, restituendo alla città un pezzo di storia e un baluardo di memoria, conferendo dignità a una parte fondamentale della città.