Il Comitato Fonteblanda e Talamone per Magliano replica alle dichiarazioni del sindaco di Orbetello Andrea Casamenti sulla raccolta delle firme necessarie a portare avanti la proposta di legge di iniziativa popolare per il distacco delle due frazioni dal Comune di Orbetello e la loro aggregazione al Comune di Magliano in Toscana.
In una nota, il Comitato accusa il primo cittadino di aver assunto una posizione sempre più dura nei confronti dell’iniziativa. Secondo i promotori, Casamenti avrebbe prima minimizzato la raccolta delle sottoscrizioni, poi cercato di delegittimarla e infine definito la vicenda un caso politico enorme ed epocale. Il Comitato sostiene che l’autenticazione delle firme da parte di alcuni consiglieri comunali sia un atto previsto dalla legge e non equivalga a un’adesione alla proposta.
La raccolta delle sottoscrizioni
Il gruppo promotore sottolinea che autenticare una firma significa certificare l’identità della persona che sottoscrive il documento, senza esprimere necessariamente un sostegno al trasferimento amministrativo. Per questo, i portavoce ringraziano gli amministratori che consentiranno ai residenti di Fonteblanda e Talamone di firmare liberamente, indipendentemente dalle loro appartenenze politiche o dalle opinioni personali sul possibile passaggio a Magliano.
Nel comunicato, il Comitato contesta anche le definizioni utilizzate dal sindaco, tra cui sedicenti secessionisti, estrema sinistra, teatrino e giochini politici. A giudizio dei promotori, il tema centrale sarebbe invece capire perché una parte degli abitanti delle due frazioni chieda di poter scegliere tra la permanenza nel Comune di Orbetello e l’aggregazione a quello di Magliano in Toscana.
Il gruppo collega questa richiesta al rapporto costruito nel tempo tra le frazioni e le amministrazioni comunali, citando questioni come i servizi, la manutenzione del territorio, le opere attese, la rappresentanza e le promesse accumulate negli ultimi vent’anni. Il Comitato respinge quindi l’idea che l’iniziativa sia riconducibile a una sola area politica e afferma di riunire cittadini con storie e sensibilità diverse, accomunati dalla volontà di sottoporre la scelta a una consultazione democratica.
Il percorso regionale
Il Comitato ricorda che la raccolta delle firme costituisce soltanto una fase dell’iter. La proposta di legge, secondo quanto riferito nella nota, è stata dichiarata procedibile dalla Presidenza del Consiglio regionale della Toscana il 25 giugno. Una volta completate le sottoscrizioni richieste, la documentazione dovrà seguire il percorso previsto presso la Regione, con le audizioni dei soggetti interessati e, se saranno rispettate le condizioni stabilite, l’eventuale referendum.
Su questo punto, i promotori sostengono che il Comune di Orbetello non disponga di un diritto di veto sulla procedura. Il Comitato definisce inoltre contraddittorie le dichiarazioni attribuite a Casamenti: se il sostegno all’iniziativa fosse limitato e la maggioranza dei residenti fosse contraria al distacco, affermano i promotori, non ci sarebbe motivo di ostacolare il raggiungimento del referendum. La decisione, secondo la loro posizione, dovrebbe essere affidata al voto.
In conclusione, il Comitato respinge l’accusa di non avere a cuore il territorio e ribadisce che la proposta nasce dalla volontà di ottenere maggiore peso politico, amministrativo ed elettorale per le due comunità. Ai cittadini viene chiesto di poter firmare senza pressioni e di lasciare che la procedura prosegua nelle sedi competenti. Il confronto, conclude la nota, dovrà eventualmente svolgersi attraverso la consultazione popolare.