La notifica della Tari 2026 è arrivata sull’app IO ai cittadini di Orbetello mentre il dibattito politico locale è concentrato anche sulla possibile secessione di Talamone e Fonteblanda. I documenti relativi al Pef, il piano economico finanziario del servizio, mostrano però che il tema delle entrate legate alla gestione dei rifiuti presenta elementi che vanno oltre l’aumento annunciato dall’amministrazione.
Le cifre del piano finanziario
Secondo quanto riportato nei documenti del Pef 2026, l’amministrazione comunale parla di un incremento contenuto al 3%, in applicazione del limite previsto dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, Arera. Il dato sulle entrate tariffarie evidenzia tuttavia una crescita effettiva del 6,1%.
Il costo complessivo del servizio passa infatti da 5,17 a 5,76 milioni di euro. L’aumento del valore generale del piano è pari all’11,46%. Il meccanismo regolatorio consente di trasferire direttamente nella tariffa soltanto una parte dell’incremento: per questo motivo, 437mila euro restano temporaneamente congelati e potranno essere recuperati negli anni successivi.
Raccolta differenziata e qualità del servizio
A incidere sul quadro sono anche alcune criticità operative. La raccolta differenziata si ferma al 57%, al di sotto dell’obiettivo del 65% indicato nei documenti. Inoltre, i costi unitari risultano superiori al benchmark nazionale e la valutazione della qualità del servizio rientra nelle classi peggiori previste da Arera.
Il tema sollevato dai numeri del piano non riguarda quindi soltanto l’entità dell’esborso richiesto nell’immediato, ma anche le ragioni per cui il costo della gestione continua a crescere senza un miglioramento proporzionato dell’efficienza. L’aumento delle entrate tariffarie e la maggiore spesa complessiva vengono letti alla luce di una performance ancora distante dagli obiettivi fissati per la raccolta e la qualità.
I dati del Pef sono pubblici e pongono alla politica locale la questione delle misure da adottare per contenere le inefficienze. Resta inoltre da chiarire come saranno gestite negli anni futuri le somme non trasferite subito in tariffa, evitando che il loro recupero finisca per pesare sulle amministrazioni successive e, di conseguenza, sui cittadini.