La storia di Maria Mataloni, conosciuta con il nome di Mechina, torna al centro dell’attenzione attraverso il romanzo La radiomante di Himmler, scritto da Marco Consentino e Domenico Dodaro. Il libro sarà presentato lunedì 31 agosto alle 21.30 al centro studi Don Pietro Fanciulli di Porto Santo Stefano.
La vicenda di Mechina
Maria Mataloni era originaria di Porto Santo Stefano e negli anni Trenta del Novecento era conosciuta anche fuori dall’Italia per la sua presunta capacità di individuare metalli e resti di antichi insediamenti. Insieme al marito, Costantino Cattoi, riuscì a costruire un’attività di rilievo, fino a creare quello che il testo descrive come un vero e proprio impero.
Nel romanzo, il passaggio decisivo della vicenda viene collocato nell’ottobre del 1942, quando Heinrich Himmler e due agenti delle SS sotto copertura arrivarono a Porto Santo Stefano. L’obiettivo, secondo la narrazione proposta dagli autori, era rintracciare Mechina e Cattoi e condurli a Berlino per cercare il leggendario Oro del Reno.
Storia e invenzione narrativa
Consentino e Dodaro ricostruiscono la vicenda muovendosi tra realtà e fantasia. La storia di Mechina diventa così il punto di partenza per raccontare la località nel 1943, il contesto di guerra e l’orrore delle azioni naziste. Al centro resta una donna che, in quel periodo, era conosciuta per i suoi presunti poteri e che, proprio per questa fama, sarebbe stata cercata da esponenti del regime nazista.
L’incontro è organizzato dal Centro Studi con il patrocinio del Comune di Monte Argentario. Alla serata interverrà Marco Consentino, mentre la moderazione sarà affidata a Silva Gentilini. L’ingresso sarà libero.