Causa di servizio

Tar respinge il ricorso del maresciallo ferito in incidente

Giudici toscani negano l’indennizzo dopo lo scontro lungo una pista militare.

Tar respinge il ricorso del maresciallo ferito in incidente

Il Tar della Toscana ha respinto il ricorso presentato da un primo maresciallo contro il Ministero della Difesa. Il militare chiedeva il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e il conseguente equo indennizzo per le gravi conseguenze riportate in un incidente avvenuto all’interno dell’aeroporto militare di Grosseto.

Lo scontro lungo la strada interna

Il fatto risale al 10 giugno 2016. Il sottufficiale era alla guida della propria moto quando, lungo la strada perimetrale interna dello scalo militare, rimase coinvolto in uno scontro con un veicolo che lo precedeva. L’impatto provocò lesioni considerate gravi: il maresciallo fu trasferito d’urgenza all’ospedale Careggi e successivamente ricoverato a Gubbio, riportando politraumi e fratture complesse.

Nel dicembre dello stesso anno il militare presentò la richiesta per ottenere il riconoscimento del legame tra l’attività lavorativa e le lesioni subite, con il relativo ristoro economico. La domanda è stata però contestata e ha dato origine a una vicenda giudiziaria durata diversi anni, conclusa ora con la decisione dei giudici amministrativi.

La ricostruzione dei giudici

Per ricostruire la dinamica dell’incidente, il collegio ha esaminato anche i verbali dei carabinieri redatti all’epoca dei fatti. Dalle risultanze processuali è emerso che il militare tamponò il mezzo che viaggiava davanti a lui e che si era regolarmente fermato. Secondo il Tar, non ci sono quindi elementi per attribuire una responsabilità, anche solo parziale, all’amministrazione militare.

La responsabilità del tamponamento è stata ricondotta dai giudici alla negligenza del conducente. Proprio l’assenza di un concorso di colpa dell’amministrazione ha escluso, nella valutazione del collegio, il necessario rapporto diretto tra l’attività lavorativa e l’evento lesivo. Per questo motivo il ricorso è stato respinto e al militare non è stato riconosciuto l’equo indennizzo richiesto.