La riorganizzazione della rete chirurgica in Maremma riaccende il confronto sul futuro degli ospedali periferici. Il timore espresso dai sindacati è che la concentrazione degli interventi più complessi al Misericordia di Grosseto possa tradursi in un progressivo indebolimento dei presìdi di Massa Marittima e Orbetello.
La Cisl Grosseto ha partecipato alla Conferenza straordinaria dei sindaci dedicata al riassetto della chirurgia e ai servizi sanitari territoriali. Il sindacato ha condiviso il documento e gli obiettivi indicati dagli amministratori, ma chiede che prima delle decisioni definitive siano approfondite le conseguenze sull’assistenza e sull’organizzazione del personale.
La richiesta sulla chirurgia d’urgenza
Il segretario generale della Cisl Grosseto, Simone Gobbi, ha ribadito che la chirurgia d’urgenza nei due ospedali non può essere considerata una questione già definita. La Cisl non contesta la necessità di concentrare le attività ad alta complessità nelle strutture dotate di professionalità, tecnologie e volumi adeguati, ma chiede di stabilire con precisione quali interventi possano essere eseguiti in sicurezza nei presìdi periferici e quali debbano essere trasferiti a Grosseto.
L’obiettivo indicato dal sindacato è garantire una capacità di risposta nell’arco delle 24 ore, distinguendo le urgenze trattabili sul posto da quelle che richiedono il ricorso al capoluogo. La discussione riguarda quindi non soltanto l’assetto delle sale operatorie, ma anche il mantenimento di una risposta tempestiva per le comunità delle aree interne.
Il nodo del personale
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la disponibilità di professionisti specializzati. Simona Piccini, segretaria della Fp Cisl, richiama il rischio che la riorganizzazione comporti lo spostamento verso Grosseto di équipe impegnate nella chirurgia d’urgenza, con possibili ripercussioni sull’attrattività professionale degli ospedali periferici.
Secondo la Cisl, il rafforzamento delle case di comunità e dei servizi di prossimità non può procedere separatamente dal mantenimento delle funzioni ospedaliere essenziali. Territorio e ospedale, sostiene il sindacato, devono essere potenziati insieme per evitare che la centralizzazione delle attività finisca per ridurre l’efficacia complessiva dell’assistenza.
Una posizione analoga è stata espressa dall’Ugl Toscana. Il segretario confederale regionale Giuseppe Dominici ha richiamato l’attenzione sulla sanità nelle aree interne e sulla necessità di evitare una progressiva concentrazione dei servizi nel capoluogo. Il confronto, dunque, riguarda soprattutto ciò che dovrà restare garantito a Massa Marittima e Orbetello, mentre le attività di maggiore complessità sarebbero assegnate a Grosseto.
Il prossimo appuntamento indicato dalla Cisl è previsto per martedì 29, quando l’assessore regionale Monia Monni sarà a Grosseto. In quella sede il sindacato punta a ottenere chiarimenti sia sulla distribuzione degli interventi sia sugli eventuali trasferimenti di personale.