Disagi notturni

Residenti in allarme per i rumori dei treni

L’esposto ha attivato verifiche su vibrazioni e limiti acustici

Residenti in allarme per i rumori dei treni

Il passaggio dei convogli lungo la linea Tirrenica ha riacceso le proteste degli abitanti di via Caravaggio, nella zona vicina alla ferrovia. Un gruppo di residenti ha presentato un esposto per chiedere accertamenti sul rumore e sulle vibrazioni avvertiti nelle abitazioni, in particolare nel tratto compreso tra l’ultimo sottopasso della strada, via Aurelia Sud e l’area del distributore Grifo Carburanti.

Secondo le segnalazioni, il disagio sarebbe più marcato durante la notte e nelle prime ore del mattino, nella fascia compresa tra le 22 e le 7. In questo intervallo transitano soprattutto treni merci a lunga percorrenza, oltre ai convogli del primo mattino. Gli abitanti sostengono che la vicinanza delle abitazioni alla sede ferroviaria e la conformazione della strada contribuiscano ad amplificare rimbombi e tremori, con conseguenze sul riposo e sulla vivibilità quotidiana.

L’esposto ad Arpat

La segnalazione è stata inviata il 29 giugno ed è stata presa in carico da Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. L’ente ha trasmesso la pratica al Comune di Grosseto, richiamando le procedure previste dalla normativa per la valutazione dell’impatto acustico prodotto dalle infrastrutture di trasporto.

Il Municipio ha quindi avviato il confronto con RFI, inviando una comunicazione alla Direzione operativa infrastrutture territoriale di Firenze della società. All’azienda è stato chiesto di chiarire se per la zona di via Caravaggio esista un piano di contenimento del rumore, quale sia il suo stato di avanzamento e quali verifiche siano state svolte per valutarne l’efficacia.

Attese le misurazioni

Ora l’attenzione è rivolta alla risposta di RFI. I residenti chiedono che il disagio venga confrontato con rilevazioni oggettive, in grado di stabilire se i livelli registrati rispettino i limiti previsti. La documentazione dell’azienda dovrebbe fornire al Comune gli elementi necessari per valutare i passaggi successivi.

Qualora i chiarimenti non fossero sufficienti, l’amministrazione potrebbe chiedere ad Arpat di eseguire rilievi fonometrici sul campo. Sarebbe questo l’accertamento atteso dagli abitanti per verificare l’entità dell’esposizione e capire se le segnalazioni trovino conferma nei dati strumentali. La vicenda resta quindi aperta: dopo l’esposto, il procedimento è entrato nella fase di interlocuzione tra Comune, Arpat e RFI.