Aree interne

Il Pd inserisce il Diritto a restare nel programma per il 2027

Giovani, servizi pubblici e piccoli comuni al centro del confronto ospitato alla Festa dell’Unità.

Il Pd inserisce il Diritto a restare nel programma per il 2027

La proposta di legge Diritto a restare, depositata alla Camera il 3 giugno con prima firmataria la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, sarà inserita nel programma con cui il Pd intende presentarsi alle prossime elezioni politiche, previste nel 2027. L’impegno è stato annunciato durante un confronto ospitato dalla Festa dell’Unità di Grosseto, dedicato alle condizioni di vita e di lavoro nelle aree interne.

Le misure previste

All’incontro hanno partecipato Marco Sarracino, responsabile nazionale del Pd per il Sud e le aree interne, Marco Furfaro, responsabile welfare e contrasto alle diseguaglianze, la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Francesca Ghirra, la sindaca di Scansano Bice Ginesi e la sindaca di Talla Eleonora Ducci. Il dibattito è stato introdotto dal consigliere comunale di Grosseto Cristian Marchini e moderato da Federico Badini, vicesegretario provinciale del Pd con delega alle aree interne.

Il provvedimento propone un incremento salariale di 200 euro al mese per tre anni sui nuovi contratti stabili attivati da giovani under 35. Tra gli altri interventi figurano agevolazioni per l’acquisto e l’affitto della prima casa, il trasporto pubblico gratuito per gli studenti, borse di studio per i dottorati nelle università del Sud e delle aree interne e fondi destinati all’imprenditoria giovanile.

Il testo prevede inoltre un piano straordinario di assunzioni nelle amministrazioni locali dei territori periferici, misure contro il dimensionamento scolastico nei comuni che hanno perso la qualifica di comune montano e un credito d’imposta per le imprese che favoriscono il lavoro agile. La proposta, insieme alle altre iniziative parlamentari del Pd, a partire da quella sull’equo compenso, punta a coinvolgere lavoro dipendente, professioni, attività autonome e forme parasubordinate, particolarmente presenti tra i giovani delle aree interne.

La revisione dei parametri

Il secondo impegno riguarda i criteri utilizzati dallo Stato per dimensionare i servizi pubblici e distribuire le risorse. Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, le soglie che regolano ospedali, assistenza territoriale e istituti scolastici, così come i requisiti per accedere ai finanziamenti pubblici, sono oggi costruite su parametri demografici uguali in tutto il Paese, senza distinguere adeguatamente tra grandi centri, città metropolitane e piccoli comuni.

Federico Badini ha definito il tema una battaglia che incide sulla vita delle persone, richiamando il fenomeno dei giovani costretti a lasciare il proprio territorio per studiare, vivere o lavorare. L’onorevole Marco Simiani ha sottolineato come la provincia conosca il costo di regole applicate allo stesso modo a contesti diversi, citando in particolare l’Amiata e le Colline Metallifere.

Il percorso di confronto proseguirà nei prossimi mesi attraverso mozioni nei Consigli comunali del territorio e la raccolta di ulteriori contributi da parte di amministratori, associazioni e rappresentanze del lavoro. L’obiettivo indicato dagli organizzatori è arrivare a una revisione dei parametri nazionali e a strumenti più adeguati per i comuni di minori dimensioni.