Scarlino (Grosseto). Il futuro dell’ex Casello idraulico è al centro del dibattito politico locale. La sindaca Travison ha espresso la sua opinione attraverso un video sui social, ma il gruppo di opposizione Scarlino nel Cuore ha deciso di far sentire la propria voce, sottolineando l’importanza di un coinvolgimento diretto dei cittadini nelle decisioni che riguardano il patrimonio pubblico.
In un comunicato, Scarlino nel Cuore ha affermato che il Casello è un bene che appartiene all’intera comunità e non può essere considerato una questione di parte politica. Secondo il gruppo, le decisioni riguardanti il futuro dell’edificio non dovrebbero essere imposte dall’alto, ma dovrebbero coinvolgere attivamente i cittadini. La nota evidenzia che, sebbene la sindaca possa sostenere che la destinazione d’uso fosse già prevista nel programma elettorale, un programma approvato solo dal 40% degli scarlinesi non può essere interpretato come un mandato in bianco.
Richiesta di consultazione
Il comunicato prosegue sottolineando che nel giugno 2024, il 60% dei cittadini non ha votato per la sindaca attuale, e che questi scarlinesi hanno diritto a essere ascoltati. Scarlino nel Cuore critica l’amministrazione per la mancanza di dialogo e coinvolgimento, affermando che le scelte vengono imposte senza un reale confronto con la comunità.
Per questo motivo, il gruppo di opposizione ha avanzato una proposta concreta: prima di definire il progetto per il Casello, l’amministrazione dovrebbe promuovere una consultazione ufficiale della cittadinanza. Questo strumento, secondo Scarlino nel Cuore, permetterebbe a ogni cittadino di esprimere le proprie idee su come l’edificio dovrebbe essere riutilizzato. Il gruppo riconosce che la proposta potrebbe non essere presa in considerazione, ma desidera che rimanga documentata per evidenziare la differenza tra chi decide unilateralmente e chi crede nel governo partecipato.
In conclusione, Scarlino nel Cuore ribadisce che il Casello appartiene a tutta la comunità di Scarlino e che dovrebbe essere la comunità stessa a decidere come viverlo.