Grosseto. È stato approvato un accordo di collaborazione tra il Museo archeologico e d’arte della Maremma (Maam) e Global Digital Heritage (Gdh), un’organizzazione no-profit statunitense specializzata nella digitalizzazione del patrimonio culturale. L’intesa, di durata pluriennale, mira a realizzare modelli tridimensionali dei reperti archeologici, storici e artistici.
Questo nuovo accordo consentirà di proseguire il percorso già avviato con successo nel 2025, quando sono stati digitalizzati i reperti provenienti dall’area archeologica di Roselle, esposti al piano terra del museo. L’obiettivo è estendere progressivamente il progetto all’intero patrimonio conservato dal Maam, rendendo i reperti accessibili anche in formato digitale.
Accessibilità e valorizzazione
I modelli 3D saranno consultabili liberamente online, rappresentando un importante strumento per la ricerca scientifica e lo studio da parte degli specialisti, oltre a favorire la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico nei confronti del grande pubblico. Questo progetto permetterà inoltre al Museo di allinearsi alle linee guida del Ministero della cultura e dell’Unione Europea in materia di digitalizzazione del patrimonio culturale.
“Con questa collaborazione investiamo nella valorizzazione del nostro patrimonio culturale attraverso le tecnologie più innovative”, dichiarano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alla cultura Luca Agresti. “Digitalizzare i reperti significa preservarli, renderli fruibili a un pubblico sempre più ampio e offrire nuove opportunità di studio e conoscenza. È un progetto che guarda al futuro, valorizzando al tempo stesso la nostra storia e le nostre radici”.
Collaborazione e supporto
“Global Digital Heritage è una realtà importante nel panorama mondiale per quanto riguarda la digitalizzazione del patrimonio culturale”, aggiunge il direttore del Maam, Luca Giannini. “Ringrazio quindi il presidente di Gdh, il dottor Herbert Maschner, per averci scelto e per aver deciso di continuare a collaborare con noi anche nei prossimi anni. Ringrazio anche gli splendidi professionisti che fanno parte del suo staff e il professor Stefano Campana dell’Università di Siena, senza il cui contributo tutto questo non sarebbe stato possibile”.
L’iniziativa è realizzata in accordo con la competente Soprintendenza e con la collaborazione del professor Stefano Campana dell’Università di Siena. L’accordo non comporta costi per l’amministrazione comunale.