Coldiretti Grosseto ha accolto con soddisfazione l’approvazione del Piano faunistico venatorio regionale da parte del Consiglio regionale, un provvedimento atteso da anni per affrontare la proliferazione della fauna selvatica, in particolare degli ungulati, che ha causato danni significativi alle coltivazioni e alle aziende agricole.
Il nuovo piano introduce un principio innovativo, sostenuto da Coldiretti, che stabilisce che nelle aree con coltivazioni agricole professionali e non, sulla base del fascicolo aziendale Artea, non possono coesistere ungulati. Questo principio mira a ridurre i danni causati dai cinghiali e a tutelare le coltivazioni.
Un risultato atteso dal settore agricolo
“L’approvazione del Piano faunistico venatorio rappresenta un risultato importante per il mondo agricolo, che da anni denuncia una situazione insostenibile”, ha dichiarato Simone Castelli, presidente di Coldiretti Grosseto. “Gli ungulati hanno compromesso coltivazioni, investimenti e il lavoro di molti imprenditori agricoli. Da tempo chiediamo l’approvazione di questo strumento di pianificazione, che riconosce le nostre proposte di buon senso per il settore agricolo toscano”.
L’approvazione del piano si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso le emergenze nel comparto agricolo, come la peste suina africana, che sta minacciando le province di Pistoia e Prato. Coldiretti aveva già lanciato l’allerta sul rischio di diffusione della malattia nel luglio 2024, seguita da una protesta a Lucca nel novembre dello stesso anno. La nomina di un Commissario straordinario per la gestione della peste suina africana, sollecitata da Coldiretti, ha avviato un’azione coordinata per affrontare questa problematica.
Prossimi passi per l’attuazione
“Ora sarà fondamentale accompagnare l’approvazione con una piena attuazione delle misure previste e con gli strumenti necessari per rendere efficaci gli interventi sul campo”, ha affermato Milena Sanna, direttore di Coldiretti Grosseto. L’organizzazione si è dichiarata disponibile a collaborare con le istituzioni affinché il nuovo piano possa tradursi in risposte concrete per le imprese agricole e i territori.
Coldiretti Grosseto sottolinea che la gestione della fauna selvatica non deve essere affrontata come un’emergenza, ma richiede una strategia strutturale che garantisca equilibrio tra la tutela della biodiversità, l’attività agricola e la sicurezza dei cittadini. Il risultato ottenuto evidenzia l’importanza del confronto avviato con il Patto di via Cavour e la mobilitazione di Coldiretti Grosseto, che ha indicato la gestione della fauna selvatica come una delle priorità per garantire un futuro sostenibile alle imprese agricole.