Per molti sarebbe stato un normale tragitto in autobus. Per Giampaolo, 19 anni, quel viaggio rappresentava invece un passaggio importante verso una maggiore autonomia. Il ragazzo, autistico, aveva deciso di lasciare da solo la propria abitazione alle Stiacciole per raggiungere Grosseto e incontrare gli operatori al Cinghialino.
Il giovane avrebbe dovuto salire sul mezzo alle Stiacciole, scendere in viale Sonnino e proseguire fino alle Mura. A seguirlo a distanza, senza intervenire, c’era la nonna, che controllava il percorso dalla propria auto. Il tragitto era stato preparato con il supporto dei professionisti, del Cim e degli operatori di Uscita di sicurezza, che da tempo lavorano con lui per aiutarlo a conquistare piccoli spazi di indipendenza.
La contestazione sul mezzo
Prima dell’arrivo alla fermata, sul bus è salito un controllore. Il titolo di viaggio di Giampaolo non risultava obliterato correttamente, o forse non era stato obliterato, mentre il ragazzo era convinto di aver completato la procedura. Di fronte alla contestazione non è riuscito a spiegarsi né a comunicare con l’addetto.
Il controllo si è concluso con una sanzione da 60 euro e con l’invito a scendere dal mezzo. Nonostante lo choc, Giampaolo non è tornato indietro: è riuscito a orientarsi e a raggiungere comunque le Mura, dove avrebbe dovuto incontrare gli operatori. Per la famiglia, il fatto ha però avuto un peso significativo perché è avvenuto proprio durante il primo tentativo di affrontare il viaggio senza una protezione diretta.
Una volta rientrato a casa, il ragazzo ha detto alla madre: «Non salirò mai più da solo su un autobus». La famiglia precisa di non voler mettere in discussione le regole del trasporto pubblico né il lavoro del controllore. La vicenda, spiegano i familiari, richiama però l’attenzione sulle difficoltà che non sempre sono riconoscibili a prima vista e sulla necessità di considerare il contesto delle persone che si trovano ad affrontare situazioni nuove.
Per anni Giampaolo era rimasto prevalentemente in casa. Grazie al percorso seguito con i professionisti e agli operatori che lo affiancano, aveva iniziato a sperimentare gradualmente nuove esperienze fuori dall’abitazione. Il viaggio in autobus avrebbe dovuto rappresentare un ulteriore passo in quella direzione, ma la contestazione del biglietto e l’uscita forzata dal mezzo hanno trasformato l’esperienza in un momento di forte difficoltà.