Codice Rosa

Mattarella a Grosseto: violenza sulle donne, emergenza nazionale

Il presidente della Repubblica visita l’ospedale Misericordia e richiama prevenzione, formazione e sostegno a chi denuncia.

Mattarella a Grosseto: violenza sulle donne, emergenza nazionale

La violenza sulle donne è un’emergenza nazionale di primaria importanza. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la visita all’auditorium dell’ospedale Misericordia di Grosseto, dove ha incontrato rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Il capo dello Stato si è recato nella struttura sanitaria per conoscere da vicino la stanza rosa, il simbolo del protocollo Codice Rosa nato per individuare tempestivamente le vittime di violenza e attivare una risposta coordinata. Mattarella ha spiegato che la visita è stata motivata dall’esigenza di richiamare l’attenzione sull’allarme ancora presente e di ringraziare quanti lavorano ogni giorno a sostegno delle vittime.

Il valore del lavoro integrato

Nel suo intervento, Mattarella ha riconosciuto l’impegno e la dedizione degli operatori coinvolti nel progetto, sottolineando l’importanza di una risposta condivisa tra sanità, forze dell’ordine, magistratura e servizi territoriali. Il presidente ha ricordato anche il dato di 97 vittime di femminicidio in Italia e ha indicato prevenzione, formazione ed educazione nelle scuole come strumenti essenziali per contrastare il fenomeno.

Tra le persone ringraziate dal capo dello Stato c’è Vittoria Doretti, ideatrice del Codice Rosa e promotrice del modello avviato a Grosseto. Il protocollo, nato dall’esperienza maturata nel territorio, ha anticipato anche i principi della Convenzione di Istanbul del 2011, puntando a mettere la vittima al centro del percorso di assistenza.

Dal pronto soccorso alla rete di assistenza

Doretti ha ricordato che nel 2008 al pronto soccorso erano emersi soltanto due casi di violenza in due anni, mentre i centri antiviolenza ne segnalavano circa 200 e in procura risultavano 60 fascicoli aperti. Da qui è nata la necessità di capire perché le strutture sanitarie non riuscissero a intercettare il fenomeno e di formare gli operatori.

Il primo caso seguito con il Codice Rosa risale alla fine del 2009 o all’inizio del 2010 e riguardava una madre con un bambino. In seguito, i casi emersi sono aumentati prima a 200 e poi a 500. Secondo Doretti, l’incremento non indicava necessariamente una crescita della violenza, ma una maggiore capacità di farla emergere. Il lavoro, ha aggiunto, deve proseguire perché la vittima non venga lasciata sola: l’isolamento, ha osservato, è uno dei principali alleati della violenza.