Sicurezza fluviale

Sei milioni per l’argine destro dell’Ombrone

Il programma toscano prevede 46 opere; stanziamenti complessivi: 113 nel biennio 2026-2027.

Sei milioni per l’argine destro dell’Ombrone

La Regione Toscana ha presentato il Documento operativo per la difesa del suolo 2026, un piano che punta a rendere strutturali gli interventi di prevenzione contro il rischio idrogeologico. Il presidente Eugenio Giani ha illustrato una strategia regionale che prevede risorse complessive per circa 200 milioni di euro nel 2026, con opere distribuite tra i principali corsi d’acqua e il reticolo minore.

Nel territorio di Grosseto il finanziamento più consistente riguarda il consolidamento dell’argine destro dell’Ombrone, per un importo di 6 milioni di euro. Il piano comprende inoltre interventi su versanti, infrastrutture e corsi d’acqua in diversi comuni della provincia, con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità di aree abitate e strutture considerate strategiche.

Gli interventi nel territorio

Tra le opere inserite nel programma figurano la messa in sicurezza della caserma dei Vigili del fuoco di Sorano, finanziata con 400mila euro, e il consolidamento di Piazza dei Fiori a Civitella Paganico, a cui sono destinati 458mila euro. Sono previsti anche lavori al Fosso Barucola di Capalbio, per 320mila euro, e attività di manutenzione sul fiume Albegna, con uno stanziamento di 270mila euro.

Il documento include anche studi strategici nelle aree di Talamone, Massa Marittima e Orbetello. La Regione collega la necessità di una programmazione più capillare ai cambiamenti climatici e alla maggiore intensità e concentrazione degli eventi meteorologici. Secondo l’amministrazione, il rischio non riguarda più soltanto i grandi fiumi, ma anche torrenti, fossi e piccoli corsi d’acqua, che possono trasformarsi rapidamente in fattori di pericolo.

Le risorse disponibili

Nel dettaglio, il Documento operativo per il 2026 impegna direttamente 28 milioni di euro per 46 interventi. A queste risorse si aggiungono 60 milioni provenienti dal Pnrr per opere da concludere entro il 30 giugno e altri 25 milioni previsti dal Piano nazionale 2025. Considerando gli stanziamenti tra il 2026 e il 2027, il totale indicato dalla Regione arriva così a 113 milioni di euro.

La progettazione degli interventi dovrà rispettare criteri di sostenibilità ambientale, effettiva cantierabilità e capacità di mitigare il rischio idraulico. La realizzazione sarà affidata alla Regione oppure sviluppata attraverso accordi con il Genio civile, i Consorzi di bonifica, i Comuni e le Province. L’impostazione annunciata da Palazzo Strozzi Sacrati mira quindi a superare una gestione legata alle sole emergenze, concentrando le risorse in anticipo sui punti più esposti del territorio.