Il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, ha reso pubblica la sua condizione di salute dopo che la notizia aveva iniziato a circolare nei giorni precedenti. Il primo cittadino ha spiegato di avere un tumore con metastasi e di dover affrontare un percorso di cure oncologiche, ma ha escluso l’ipotesi di dimettersi dall’incarico.
Cerulli ha riferito di sentirsi bene e di non avere, al momento, limitazioni nelle attività quotidiane. Ha raccontato di continuare a camminare per circa 10 chilometri al giorno e di dormire regolarmente. La diagnosi non è ancora stata definita nei dettagli: il sindaco attende l’esito della biopsia eseguita a Pisa circa una settimana prima dell’annuncio.
Il percorso di cura
Secondo quanto riferito da Cerulli, la malattia riguarda un tumore al polmone che si è diffuso in diverse parti della parte alta del corpo. Reni, pancreas e fegato, ha precisato, non risultano interessati. Saranno i medici, una volta disponibili i risultati degli accertamenti, a stabilire il trattamento più adatto tra le possibilità prospettate, dalla chemioterapia alla radioterapia fino all’immunoterapia.
Il sindaco ha detto di non avere paura e di sperare nella guarigione o nella possibilità di convivere con la malattia. Ha inoltre chiarito di voler iniziare il prima possibile le cure, consapevole che potrebbero esserci periodi in cui non sarà in grado di garantire la stessa presenza e operatività di oggi.
La continuità amministrativa
La volontà di Cerulli è comunque quella di proseguire il mandato, che terminerà nel 2028. Durante le fasi più impegnative del percorso sanitario, il vicesindaco Michele Lubrano e gli assessori potranno occuparsi degli affari correnti e garantire la continuità dell’attività amministrativa.
Arturo Cerulli è tornato alla guida del Comune nel 2023, dopo l’interruzione rappresentata dai cinque anni della giunta Borghini. In precedenza aveva ricoperto la carica di sindaco per dieci anni, dal 2008 al 2018. Nel suo intervento, diffuso anche attraverso il canale social Lifebox Streaming, ha ribadito di non vedere motivi per lasciare l’incarico e di voler continuare a svolgere le funzioni istituzionali compatibilmente con le cure.