Il museo sottomarino all’Argentario è ufficialmente realtà. Ieri pomeriggio, sono state calate in mare cinque sculture della Casa dei Pesci, situate di fronte alla punta della Maddalena, nello specchio acqueo tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole, a una profondità di 10 metri. Queste opere sono destinate a favorire il ripopolamento ittico e della posidonia, pianta marina fondamentale per la salute del Mar Mediterraneo.
La nuova area, che occupa una superficie poco più grande di un campo da calcio, non sarà più accessibile alla pesca con reti a strascico, ma diventerà un museo sottomarino da ammirare. Oltre alle sculture, sono stati installati anche alcuni reef artificiali bioattrattivi, realizzati grazie alla tecnologia di stampa 3D sviluppata dall’ingegner Enrico Dini e dalla sua azienda D-Shape. Questi reef, prodotti in conglomerato cementizio, sono progettati con forme e superfici irregolari per riprodurre la complessità degli ambienti naturali.
Dettagli dell’iniziativa
Accanto ai reef sono state collocate 100 mattonelle pentagonali, ideate da Massimo Barlettani, presidente dell’Accademia Mare Ambiente, e progettate sempre dall’Ing. Dini. Queste mattonelle, dotate di fori, permetteranno l’impianto delle talee di posidonia oceanica. Le opere, che fino a ieri si trovavano in piazza delle Meraviglie, sono state calate in mare con l’ausilio dei palombari del Gruppo Operativo Subacquei (Gos) del Comsubin, reparto d’élite della Marina Militare, per garantire la massima sicurezza durante il posizionamento.
La mappatura subacquea è stata realizzata dall’Accademia Mare Ambiente e dall’Associazione Casa dei Pesci, con il contributo di ricercatori dell’Università di Siena e dell’Argentario Scuba Point. La sicurezza della navigazione e il corretto svolgimento delle attività sono stati garantiti dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza. Tutte le fasi dell’operazione sono state documentate da una troupe per il film “Beneath the Surface”.
Prospettive future
Nei prossimi giorni, l’area sarà attrezzata con boe e sistemi di ormeggio, e la gestione sarà affidata all’Accademia Mare Ambiente. Questo progetto, coordinato da Luigi Scotto, punta a diventare un’attrazione turistica e ambientale permanente, un museo di arte contemporanea immerso nel mare che, nel tempo, favorirà il ripopolamento della fauna marina e lo sviluppo del turismo subacqueo.