Scontro istituzionale

Alternativa difende l’autenticazione delle firme per il referendum

Il gruppo di opposizione replica al primo cittadino sulla procedura avviata dal comitato per Talamone e Fonteblanda.

Alternativa difende l’autenticazione delle firme per il referendum

Alternativa, gruppo di opposizione al Comune di Orbetello, replica al sindaco sulla vicenda dell’autenticazione delle firme raccolte dal comitato promotore del referendum per la secessione di Talamone e Fonteblanda dal territorio comunale. Al centro del confronto c’è il ruolo dei consiglieri comunali di minoranza, che hanno dato la propria disponibilità ad autenticare le sottoscrizioni e ne hanno informato il primo cittadino.

Il richiamo alle norme

Secondo Alternativa, l’autenticazione da parte dei consiglieri è una prassi prevista dalla legge e rappresenta uno strumento per consentire la partecipazione dei cittadini. Il gruppo richiama l’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53, come sostituito dalla legge 28 aprile 1998, n. 130 e modificato dalla legge 30 aprile 1999, n. 120.

La disposizione stabilisce che possono eseguire le autenticazioni anche i consiglieri provinciali e comunali che comunichino la propria disponibilità, rispettivamente, al presidente della Provincia e al sindaco. Per questo motivo, l’opposizione sostiene di avere agito nell’ambito delle proprie competenze e di avere trasmesso la comunicazione al sindaco, al segretario comunale e al presidente della Provincia prima dell’avvio della raccolta delle firme.

Le critiche alla maggioranza

Alternativa precisa di non avere sottoscritto né proposto la separazione di Talamone e Fonteblanda da Orbetello, ma rivendica la volontà di favorire ogni iniziativa legata alla partecipazione popolare su questioni di rilievo democratico e costituzionale. Il gruppo aggiunge che, in caso di governo del Comune, intende avvicinare maggiormente le istituzioni ai territori attraverso organismi di rappresentanza e momenti di confronto, con particolare attenzione alle frazioni limitrofe.

Nella nota, l’opposizione collega la nascita del comitato per la secessione a una presunta mancanza di ascolto nei confronti delle frazioni. Tra le questioni citate figurano il Piano regolatore portuale, i contenziosi riguardanti il porto di Talamone, il Piano operativo e il futuro delle attività produttive. Alternativa contesta inoltre le scelte sulle seconde case e definisce un fallimento la vicenda delle Terme dell’Osa.

Il gruppo respinge infine quello che considera un tentativo di strumentalizzare la propria posizione e critica l’atteggiamento del sindaco. Per Alternativa, il primo cittadino dovrebbe conoscere e rispettare il ruolo dei consiglieri comunali quali pubblici ufficiali, oltre a favorire lo svolgimento delle procedure previste per la partecipazione dei cittadini.