Territorio conteso

Opposizione contro l’impianto agrivoltaico Ribolla

I consiglieri contestano gli effetti su ambiente, agricoltura e turismo dopo l’autorizzazione regionale.

Opposizione contro l’impianto agrivoltaico Ribolla

I consiglieri di opposizione Alessio Caporali, Giudi Parrini, Roberto Bocci e Franca Gramola, esponenti del centrodestra a Roccastrada, intervengono sul progetto agrivoltaico Ribolla, autorizzato dalla Regione Toscana. L’impianto è previsto nel territorio comunale di Roccastrada, mentre il Comune di Grosseto sarà interessato esclusivamente dalle opere necessarie per la connessione alla rete elettrica.

Secondo quanto riferito dai consiglieri, nel mese di maggio la società Spv Energy 3 Srl ha ottenuto l’autorizzazione regionale nell’ambito del procedimento di Valutazione di impatto ambientale. Il via libera è subordinato al rispetto delle prescrizioni e delle condizioni ambientali stabilite dagli enti competenti, che dovranno essere osservate durante la realizzazione e l’avvio dell’impianto.

Le perplessità sull’intervento

Il gruppo di opposizione precisa di essere favorevole alla produzione di energia da fonti rinnovabili e considera la transizione energetica un passaggio importante per la tutela dell’ambiente e dei cittadini. La posizione critica riguarda però le caratteristiche specifiche del progetto Ribolla. Nonostante le modifiche ritenute migliorative apportate durante l’iter autorizzativo, restano, secondo i consiglieri, forti perplessità per l’installazione di oltre 34.000 pannelli fotovoltaici.

Al centro delle contestazioni c’è soprattutto la collocazione dell’intervento, inserito in un’area considerata di alto valore naturalistico e ambientale. Caporali, a nome del gruppo Centrodestra per Roccastrada, sottolinea che il paesaggio rappresenta un patrimonio collettivo e manifesta preoccupazione per le conseguenze che un’opera di queste dimensioni potrebbe avere sull’identità dei luoghi.

Agricoltura e ricadute economiche

Le osservazioni dell’opposizione non riguardano soltanto l’impatto visivo. I consiglieri chiedono attenzione anche per le possibili ricadute sul tessuto agricolo locale e sul sistema economico di una zona caratterizzata da una significativa vocazione turistica. Il timore espresso è che l’intervento possa incidere sugli equilibri di un’area nella quale attività agricole, paesaggio e attrattività del territorio sono strettamente collegati.

Il gruppo annuncia quindi che continuerà a seguire l’evoluzione della vicenda e controllerà il rispetto delle prescrizioni ambientali definite dalla Regione Toscana quando saranno avviati i lavori. La posizione ribadita dai consiglieri è che lo sviluppo delle fonti rinnovabili debba procedere senza compromettere la vocazione agricola e il valore paesaggistico dell’area interessata dal progetto.