Sviluppo agricolo

Al via la gara per il Polo agroalimentare toscano

Ricerca, formazione e imprese al centro della struttura prevista nell’area ex Enaoli, con un investimento complessivo di 3,025 milioni

Al via la gara per il Polo agroalimentare toscano

Dopo un percorso avviato vent’anni fa, il Polo per l’Industria e la Trasformazione Agroalimentare Toscana entra nella fase operativa. La Provincia di Grosseto ha indetto la gara per i lavori di realizzazione del nuovo immobile nell’area ex Enaoli di Rispescia, struttura destinata a mettere in relazione ricerca, innovazione, formazione e imprese agricole.

Il progetto avrà una dimensione regionale, pur nascendo nel territorio della Maremma, e punta a diventare un punto di riferimento per l’intero sistema agroalimentare toscano. L’appalto per l’esecuzione dei lavori ammonta a 1,46 milioni di euro, mentre il valore complessivo dell’intervento raggiunge i 3,025 milioni. L’obiettivo indicato dalla Provincia è avviare il cantiere entro il 30 settembre.

Un investimento articolato

Oltre alla costruzione e all’adeguamento degli spazi, il progetto comprende gli impianti, gli arredi, le attrezzature scientifiche, una banca del germoplasma e una saletta multimediale. Il percorso istituzionale è iniziato nel 2006 e nel 2014 la Regione Toscana aveva inserito l’iniziativa tra gli obiettivi strategici regionali, destinando 1,718 milioni di euro. Al finanziamento regionale si sono aggiunti 838.529 euro del Ministero dello Sviluppo economico e le risorse messe a disposizione dalla Provincia.

Il presidente della Provincia, Francesco Limatola, ha definito l’avvio della gara l’ingresso nella fase operativa di un progetto rivolto a sostenere innovazione, ricerca e competitività del comparto agricolo. La realizzazione della sede di Rispescia non sarà però l’unico passaggio previsto.

La ricerca parte da Certema

Una parte delle attività potrà infatti essere avviata prima della conclusione dei lavori, utilizzando gli spazi e le dotazioni di Certema, dove saranno collocati i macchinari destinati alla ricerca e allo sviluppo. La nuova sede dovrebbe poi coordinare una rete aperta alla collaborazione con ricercatori e università.

Secondo Guido Pallini, presidente del Polo Agroalimentare, la struttura potrà produrre ricadute sul tessuto economico regionale. Le prime attività di ricerca sono già in fase di organizzazione e saranno concentrate in particolare sul tema dei suoli, con possibili applicazioni per il settore agricolo.

Il progetto è stato accolto con favore anche dalle organizzazioni professionali. Per Confagricoltura Grosseto, il Polo può aiutare le aziende a utilizzare le nuove tecnologie, migliorare la competitività e affrontare le sfide della transizione energetica e ambientale. La Cia Grosseto, attraverso il presidente Edoardo Donato, ha sottolineato la necessità di strumenti innovativi per rafforzare la capacità di risposta delle imprese alle trasformazioni future.